La didattica a distanza alla scuola primaria: Antonello Zurlo

Oggi intervistiamo Antonello Zurlo, insegnante, a Rubiera, della scuola primaria Marco Polo in classe quarta.

Antonello ha iniziato ad insegnare nel 2008 e, dopo 6 anni, tra università e scuole paritarie parificate, è entrato in ruolo nel 2015. Da 2 anni sono il referente informatico dell’Istituto Comprensivo di Rubiera.

Quando e come ha iniziato la didattica a distanza?

La didattica a distanza è partita dopo una settimana di chiusura, prima solo all’interno della mia classe e, a breve distanza, a livello di istituto.  Ad inizio pandemia vi era una pubblicazioni di esercizi di approfondimento, successivamente si è trasformata in una vera e propria didattica a distanza.

La sua didattica a distanza è rimasta uguale nel tempo o si è modificata?

Più che variare la nostra didattica a distanza  si è aggiornata.

Io e la mia collega, con cui ho la fortuna di avere un rapporto di grande complicità, siamo partiti con delle video lezioni registrate e, in breve tempo, ci siamo ritrovati a vivere una sorta di Flipped Classroom (classe capovolta) a tutti gli effetti, con video lezioni live usate come momento di confronto e chiarimento dei concetti introdotti attraverso altri canali (youtube, pdf, adobe spark, ecc…).

Racconti una lezione, un incontro con i bambini o altre esperienze di didattica a distanza che ha trovato positive

Sono un grande ammiratore e seguace della metodologia Writing and Reading Workshop (laboratorio di scrittura creativa) e ho messo in pratica una delle attività proposte dal gruppo di maestre e professoresse che fanno parte di questa grande community: partendo da un fatto di vita quotidiana, una bambina che decide di andare dalla parrucchiera, abbiamo utilizzato una delle tecniche molto sfruttata dai grandi scrittori nei momenti di blocco, l’uso del “e se…”.


Ho chiesto ad ogni alunno di aggiungere un pezzo di storia ed è stato bellissimo osservarli mentre ridevano come non succedeva da parecchi giorni.

Al termine della lezione, una alunna ha chiesto se poteva sfruttare alcune delle frasi nate all’interno dello scambio di battute per scrivere un testo tutto suo e , come lei, anche altri compagni hanno iniziato a scrivere sul loro taccuino personale.


Un ora dopo il termine della lezione, mi sono ritrovato mail dei ragazzi con la foto dei loro brevi testi scritti sul taccuino.

Per un attimo ho immaginato di essere nella nostra aula, circondato dai cartelloni di arte realizzati dalla mia collega in collaborazione con gli alunni, a  passeggiare tra i banchi disposti ad isola con il suono delle loro risate a fare da cornice, come accadeva spesso durante le nostre lezioni…

Quali sono state le maggiori criticità per lei insegnante?

Personalmente la criticità principale è stata la regolarità nella consegna dei compiti: tolti 1/2 alunni, gli altri hanno spesso consegnato  il materiale richiesto dopo la data di scadenza…abituato ad organizzare le attività anche sulla base delle varie restituzioni, è stata, ed è tutt’ora, molto faticoso.

Come hanno risposto alla DaD ragazzi e famiglie?

Sono in questa classe da quattro anni; sin dal primo giorno ho attivato con i genitori un canale DRIVE per la condivisione del materiale per alunni assenti e per la richiesta di fotocopie e in seconda ho introdotto classroom per sperimentare, sotto autorizzazione della dirigenza, una sorta di classe 2.0.

Alla luce di ciò, non è stato complicata l’introduzione della DaD anche nelle modalità più complesse.

Le problematiche principali, per ragazzi e genitori, hanno riguardato il tempo passato davanti al PC e una richiesta sempre più ampia di autonomia prima da parte di noi insegnanti e, successivamente, dai ragazzi stessi.

Durante questo periodo ha valutato gli studenti?

La valutazione è stata elemento di grande confronto anche all’interno dell’IC.

Ho scelto di valutare ciò che vedo: che siano degli elaborati, partecipazione alle video lezioni o altro.

In questa fase così delicata per loro, non sento la necessità di fare distinzioni tra chi mi consegna un unico elaborato e chi è puntuale in ogni richiesta…anche se cerco comunque di spronarli a consegnarmi più cose possibili e a partecipare a tutte le video lezioni.

Io avrei preferito non valutare, mi aspetto, in questo senso, una presa di posizione netta anche da parte del ministero…non avendo in questo momento indicazioni diverse da quelle che tutti conosciamo, siamo costretti a valutare.

Commento personale: Perché???? Che senso ha valutare qualcosa in questa situazione? Soprattutto nella scuola primaria ci troviamo ad avere dei filtri da parte dei genitori che noi non possiamo gestire né controllare.. c’è il rischio di valutare non l’alunno ma l’operato dell’intera famiglia e questo non è corretto.

Come pensate di concludere questo anno scolastico coni ragazzi?

 Lo scorso anno ho organizzato un concorso interno alla classe chiamato “lo scrittore dell’anno” che si è concluso con la proclamazione di una vincitrice scelta dagli alunni stessi attraverso una votazione “segreta”.

Anche quest’anno pensavo di concludere allo stesso modo, con l’aggiunta, per questa versione, di un aiuto esterno: saresti disponibile Silvia??

Grazie per la proposta Antonello e per la splendida intervista, purtroppo a volte il tempo è tiranno e non sò se riuscirò a rispettare i tempi stabiliti.

Se volete conoscere altre esperienze di didattica a distanza le potete trovare QUI

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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