Doni d’arte e abbandoni: i bambini seguono l’insegnamento di Stefania Bressani

Un po’ di tempo fa in classe è uscita una discussione sui messaggi ostili che ormai popolano la nostra esistenza. Spesso troviamo sui media e sui social messaggi molto pesanti e il panorama internazionale attuale non ci aiuta certo a star più sereni.
In mezzo a tutta questa ostilità abbiamo però avuto la fortuna di incontrare un’artista speciale chiamata Stefania Bressani.
Stefania crea doni d’arte con messaggi di pace e li abbandona in giro per il mondo regalandoli a chi ha voglia di portarli con sé.

 

 

Creiamo anche noi doni d’arte?

L’idea del dono d’arte suscita subito mille domande in grandi e piccini e raccogliendo tutte queste curiosità è nata l’intervista che potete leggere qui.
Dopo l’intervista però il lavoro è diventato ancora più interessante e ha preso sviluppi inattesi.
I bambini hanno voluto creare anche loro il loro dono

Carta e colori… si parte!

In pochi minuti si è scelto di fare un quadro perché è lo strumento che tutta la classe considera più “facile”. In effetti se devo confrontare le mie esperienze da insegnante e da mamma nei vari gradi scolastici il disegno batte ogni altra proposta artistica.
S’intenda, io per prima amo disegnare ed è la cosa che mi viene meglio quindi mi viene spontaneo proporlo, ma se vogliamo veramente dare ai bambini la possibilità di esprimersi al meglio l’ora d’arte dovrà comprendere molte più attività. Questa è una riflessione personale che condivido con voi perché sicuramente ci sarà chi ha già inserito una serie di attività molto variegata e spero vorrà condividere con me la sua esperienza in modo che io possa migliorami.

Seguendo gli insegnamenti di Stefania ognuno di loro ha pensato ad un luogo speciale,ha creato il proprio disegno, l’ha incollato su un supporto di cartone spesso e ha creato la propria cornice.
Finito il lavoro ci siamo interrogati su come ci facesse sentire tutto ciò. Tutti si sentivano felici, soddisfatti. Molti hanno detto di sentire che stavano facendo qualcosa di importante, ma qualcuno in entrambe le classi ha risposto: “Per ora tutto bene, ma la parte difficile sarà trovare il messaggio perché quello è super importante”

Che messaggio inviamo?

 

A questo punto si è iniziato a parlare dei messaggi da inviare. Per dei bambini di 8 anni inviare un messaggio ad uno sconosciuto non è una cosa semplice, soprattutto quando si sentono investiti di una responsabilità importante.
L’obiettivo subito dichiarato e condiviso era: “Far sorridere chi riceve il dono”. Che cosa ci fa sorridere di un regalo? Qui la discussione si è fatta animata, ma senza accorgersene tutti ribadivano un concetto: ti fa sorridere che qualcuno ti abbia fatto un regalo, abbia pensato a te!
Da questa riflessione sono nati i diversi messaggi.

Bene! Tutto pronto, si può abbandonare il proprio dono… abbiamo finito? Eh no cara maestra non abbiamo finito un bel niente:

Chi troverà i nostri doni? Se ti mando un messaggio tu poi mi rispondi?

Questo è un bel problema. Stefania nell’intervista dichiara che non vuol sapere dove andranno a finire i suoi doni d’arte, ma per i bambini questa cosa è inconcepibile.
Il loro pensiero è semplice e inconfutabile: la comunicazione è fatta di due persone una parla poi l’altra risponde.
A questo punto si creava un problema a cui non avevo pensato: come fare a sapere chi ha trovato il nostro lavoro? Il primo suggerimento dei bambini è stato:” Ci scrivo il mio indirizzo o il mio numero di telefono”, ma non mi sembrava un’idea buona per una serie di motivi.
Ho provato a indirizzarli sull’idea di Stefania, ma questa loro scelta era irremovibile quindi guardando la Lim accesa sull’intervista mi è venuta un’idea…useremo il blog!
Dietro ad ogni opera è stato incollato un piccolo messaggio:

Ciao! Quest’opera è per te! Spero ti piaccia! Se mi vuoi far sapere che l’hai trovata inviaci una foto con l’opera su Facebook o Instagram con il tag @ascoltandolefigure

E speriamo che per una volta i social servano davvero a creare socialità!

Ora la preparazione è conclusa, i bambini in questi giorni abbandoneranno le loro opere e poi…vi racconteremo com’è andata a finire!

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

2 commenti su “Doni d’arte e abbandoni: i bambini seguono l’insegnamento di Stefania Bressani

    Stefania Bressani

    (2 Ottobre 2017 - 10:33)

    Accidenti bambini, mi fate arrossire!
    I vostri doni sono meravigliosi, hanno dei colori bellissimi e sono davvero tanti! Ho visto che molti si sono sbizzarriti utilizzando diverse tecniche di disegno, ho apprezzato molto la cura che ci avete messo nel disegnarli e colorarli segno del fatto che avete capito perfettamente il senso del mio lavoro! Si donano le opere che sono uscite meglio, non i nostri scarti, e mettendo nel disegno un pezzettino di noi, possiamo dire che si deve donare agli altri solo il meglio di sé!
    Aspetto di vedere insieme a voi i ritrovamenti delle vostre opere e nel frattempo vi ringrazio per l’entusiasmo che avete dimostrato per il mio lavoro! Siete stati super-mega-bravissimi

    Ascoltando le Figure

    (2 Ottobre 2017 - 12:59)

    Grazie mille ci siamo riuniti tutti per leggere il tuo commento e ci siamo anche un po’ commossi… ci hai regalato un percorso speciale 🙂

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