Figlio unico. Un silent per adulti racconta la Cina degli anni 80

Dopo aver letto il silent “Guarda fuori” di minibombo e aver visto il fantastico successo avuto con mia figlia e le sue amichette ho iniziato a cercarne altri.
Se sfogli i cataloghi online la scelta è tantissima, quindi ho chiesto aiuto e sono entrata in libreria con un foglio pieno di titoli.
Purtroppo la mia libraria di fiducia non aveva molti dei libri richiesti, ma come sempre mi ha proposto tutto ciò che secondo lei poteva andar bene.
Alla fine ha aggiunto: “Poi c’è anche questo, è per grandi, ma forse potrebbe piacerti”.
Ed è stato così, mentre cercavo altro, che io e questo capolavoro ci siamo incontrati.

 

Il figlio unico

“Questo libro contiene una storia di fantasia, ma riflette perfettamente il senso di isolamento e solitudine che ho sperimentato crescendo nella Cina degli anni Ottanta, quando era in vigore la legge del figlio unico”

Così inizia la nota dell’autrice che precede il racconto e in questa frase, a mio parere, è racchiuso tutto il senso della storia.
Fin dalle prime pagine vediamo che il libro parla di una bambina, molto piccola, che si alza dal letto e viene salutato dalla mamma che la lascia sola in casa.
La bimba è ovviamente triste, gioca un po’ da sola poi sfogliando gli album di foto decide di alleviare la solitudine andando dalla nonna. Scrive un biglietto, apre l’ombrello per ripararsi dalla neve e prende il tram da sola.
Purtroppo s’addormenta e al risveglio si ritrova in un bosco sconosciuto dove il suo pianto è ascoltato da un cervo che la protegge e la conduce fino ad una scala di nuvole che sale nel cielo.
Il bambino e il cervo entrano nel mondo della fantasia sopra le nuvole, intanto sulla terra i genitori sono rientrati e la stanno cercando finché…

La storia nella storia

Questo racconto trova ispirazione da un fatto veramente accaduto all’autrice che, mentre andava da sola in tram dalla nonna si è addormentata perdendosi. Nella realtà Guojing ha trovato la strada di casa seguendo i fili del tram, in questa graphic novel invece il percorso della bambina sarà più tortuoso e fantastico, ma avrà come obiettivo il ritorno a casa.

L’espressione triste della bambina, il silenzio che segna il libro non solo per l’assenza delle parole, ma anche nelle immagini che per sfumature e disegni evocano grandi e pesanti vuoti…. Tutto ci rimanda alla solitudine, alla tristezza di una vita obbligata a passare molto tempo da sola senza spiegarsi perché ciò debba accadere.
In questa storia l’emotività e il sentimento di chi descrive qualcosa che conosce bene e che ha provato a lungo escono in ogni figura, in ogni segno grafico. Ma se la solitudine è il sentimento principale, l’altro forte sentimento è l’amore che unisce questa famiglia.
Mentre i genitori cercano la loro bambina, lei non si dimentica mai di loro e neppure la compagnia di questo maestoso e protettivo cervo fa vacillare, neppure per un istante, il desiderio di tornare a casa ed essere stretta tra le braccia della mamma.
Ai genitori, e in particolare alla madre, è dedicato questo libro e i ringraziamenti dell’autrice poiché le grandi storie nascono dalla semplicità del vivere quotidiano e dal supporto di chi ti sta vicino nel ricordare e nel narrare.

Perché lo consiglio?

Lo consiglio perché è un libro che tocca il cuore, che fa riflettere e che per essere letto richiede un lungo momento di silenzio.
Non è sempre facile leggere un silent soprattutto quando è lungo come questo, ma pochi libri mi hanno toccato il cuore con la stessa intensità di questa bambina. Io sono figlia unica ed è andata benissimo così non me ne sono mai lamentata, probabilmente perché ho sempre avuto un nutrito gruppo di amici che hanno accompagnato la mia vita. La storia di questo silent non vuole, a mio parere, porre l’accento sulla legge o sul numero dei componenti di una famiglia, ma piuttosto su una condizione sociale e sulla solitudine che certe realtà impongono a chi le vive.
Un pezzo di storia quindi quella che troviamo in queste pagine, raccontata con gli occhi di una bambina che non capisce, ma subisce le decisioni prese dai governi. Il pensiero ovviamente vola ai bellissimi albi illustrati di Chen che trattano il periodo di Mao in Cina, ma penso che Guojing togliendo parole e colore al libro abbia reso questo racconto ancora più forte e vero soprattutto per lettori adulti.

 

Titolo: Il figlio unico

Autore e illustratore: Guojing

Editore: Mondadori

Genere: Silent book

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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