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Jo e i tre cappottini di Gud – Graphic novel

Qualche giorno fa, parlando con la mia libraia, le ho chiesto di propormi una nuova Graphic novel.

Me ne ha illustrate diverse finché non ha preso in mano “JO e i tre cappottini” dicendo: “Poi c’è questa che è particolare perché parla di una bambina che odia tutti”

La mia reazione è stata immediata:” Questo ai bimbi piacerà un sacco” ed infatti così è stato.

Perché i personaggi burberi, controcorrente, politicamente scorretti sono quelli che ci colpiscono, che ci lasciano il segno.

Un esempio fra tutti? Brontolo! Il più brontolone dei sette nani risulta il più apprezzato e fa addirittura a gara con Cucciolo sul nanetto più amato nel mondo, prova ne è che Brontolo è il nano per eccellenza che la Disney usa per i suoi brand

Quindi definito che la passione per i burberi è normale e anzi molto diffusa… andiamo a conoscere Jo

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Jo e i tre cappottini: la vera storia di una bambina che odia tutti

Johanna, anzi JO, come vuole essere chiamata, è una bambina di 9 anni con una grande passione per il basket, due genitori che le vogliono bene, ma che spesso devono assentarsi per il lavoro e una certezza: lei odia tutti

Odia i suoi genitori che la lasciano sola, odia la nonna che le fa compagnia quando non ci sono e odia gli altri bambini… non sa neppure lei perché però non si crea problema a dirlo in faccia ai diretti interessati.

C’è però una cosa che ama moltissimo: il suo completo da basket che indossa ogni giorno e il suo ciondolo di Michael Jordan regalatele da papà come amuleto perché vedendola giocare le ricordava proprio Michael Jordan

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Dopo l’ennesima partenza dei suoi genitori, la nonna va a prendere Jo a scuola e la porta in uno stranissimo negozio a fare shopping. Non è un negozio di vestiti, ma da sotto il bancone il negoziante tira fuori tre cappotti della misura perfetta per la bambina

Indossando il primo Jo si trova in un mondo fatto d’amore e di camomilla dove tutti vivono sereni e in pace. Con il suo brutto carattere però scaccia malamente un amorino e, quando indosserà per ritornare in quel mondo per cercare il suo ciondolo che sembra perduto la situazione sarà molto differente.

L’amorino infatti è diventato cattivo, odia tutti, nessuno può più amarsi e ha il suo ciondolo al collo… riuscirà Jo a recuperare il ciondolo e a salvare la situazione?

A chi lo consiglio?

È un libro che consiglio a tutti i ragazzi dagli 8 anni in poi perché è scorrevole e appassionate, facile da leggere e nella sua semplicità arriva diretto ai pensieri dei ragazzi

All’inizio Jo è spiazzante. Questo suo dire in faccia a tutti che li odia lascia di stucco però pian piano escono particolari che colpiscono i giovani lettori, che parlano di loro e sono quelli che più di tutto rendono questa storia interessante sia come lettura autonoma che come lettura condivisa a piccolo gruppo

I genitori cambiano? O forse no?

Fin dalle prime pagine Jo si mostra come una bambina iraconda che non perde l’occasione per far male o disturbare i compagni. Nulla le piace, nulla tranne il sorriso dei genitori che accompagna i suoi canestri.

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È interessante questo punto e apre moltissimi dibattiti perché Jo non dice che ama il basket, ma che le vengono facili i canestri e ama vedere i genitori sorridenti e con gli occhi a cuore quando li fa, al punto che il padre le ha regalato il completo, le scarpe e il ciondolo di Michael Jordan proprio per sottolineare questa sua bravura

Jo ama i suoi genitori in realtà e soffre della loro mancanza, ma non volendo ammettere sfoga la propria frustrazione sugli altri.

Interessante è però notare come nelle sue fantasie pensi ad un prima in cui lei era piccola e i genitori amorevoli e ad un adesso in cui al contrario si arrabbiano e la lasciano da sola

Non sappiamo se davvero i genitori prima non partissero, ma le immagini in cui Jo mostra un’infanzia idilliaca e un adesso in cui la sgridano e partono senza avvisarla

Questo colpisce molto i ragazzini e apre tanti dibattiti tra loro che portano a riflessioni veramente importanti.

Voler bene non è diventare qualcun altro

Un altro particolare che ha colpito molto i ragazzi, soprattutto quelli della scuola media, è che l’amorino non diventa in realtà un re malvagio per sua indole, ma perché spera in questo modo di guadagnarsi l’amore di Jo

Ogni volta che questo particolare viene messo in luce suscita molte riflessioni ed esempi concreti nei ragazzi. i più piccoli parlano di amicizie e di come a volte non si devono fare alcune cose o parlare con alcune persone per rimanere nel gruppo, i più grandi allargano questo discorso anche ai rapporti affettivi

Per gli adulti, siano essi genitori, insegnanti, educatori, … questo confronto è fondamentale perché fa emergere dinamiche che non sempre sono visibili dall’esterno

Per i ragazzi è importante riflettere su questa dinamica poiché li aiuta a vedere le cose da altri punti di vista. In auna classe una ragazzina ha esternato il suo dispiacere per essere stata esclusa dalle compagne in seguito alla creazione di suoi nuovi legami con un compagno appena arrivato. Alcune compagne difendevano la propria posizione a spada tratta, ma altre, dopo averne dibattuto in po’ l’hanno modificata e in poco tempo la cosa si è risolta creando ancora più coesione nel gruppo classe

Questi sono solo alcuni degli spunti che sono emersi dalla lettura con ragazzi dagli 8 ai 13 anni di questa graphic novel, molti altri sono i percorsi che la storia suscita ed ispira, ma lascio a voi il piacere di scoprirli e, se vi farà piacere, vi aspetto nei commenti per conoscere le vostre idee

Buona lettura


Titolo: Jo e i tre cappottini

Autore: Gud

Casa editrice: Tunuè

Genere: Graphic novel

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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