La bambina e il coccodrillo

La bambina e il coccodrillo è una storia di cura, di coraggio, di pregiudizio e di narrazione.

Una storia dolce adatta a bambini dai 4 anni in poi, ma anche agli adulti che a volte hanno bisogno di ricordare quel coraggio che va oltre il pregiudizio e la paura e cambia, nel suo piccolo, grandi cose.

La bambina e il coccodrillo

“C’era una volta una bambina

Che i coccodrilli chiamavano “La dottoressina”.

Inizia così questa storia mostrandoci questa bambina scalza, con il camice bianco, in una stanza che molto assomiglia a quella di uno studioso se non fosse per quelle costruzioni sparse sul pavimento che ci indicano che lì qualcuno sta giocando con la fantasia.

La dottoressina cura i coccodrilli.

“Per ringraziarla della sua gentilezza

i coccodrilli le raccontavano delle storie

Tutte piene di eccitanti pericoli, mirabolanti evasioni e terribili inganni”

Tutto procede tranquillo nello studio della dottoressina, fino a quando non suona alla sua porta Ferocius, un coccodrillo leggendario.

“Ferocius era il più grande coccodrillo mai visto, con gli occhi di ghiaccio e mascelle talmente grandi che avrebbero potuto ingoiare la Dottoressina in un sol boccone. Ma quel giorno la sua bocca era chiusa”

Ferocius entra, si fa visitare, ma quando la bambina cerca di aprirgli la bocca per provargli la febbre il suo atteggiamento si fa ostile.

La bambina non si dà per vinta fino a quando, stanca, decide di passare ad altri coccodrilli più collaborativi, fino a che, vedendolo addormentato non prova metodi alternativi per curarlo finendo…nella sua bocca

Cosa succederà ora: Il coccodrillo la mangerà o magari questo sarà l’inizio di una nuova storia?

A chi lo consiglio?

Lo consiglio a tutti i bambini dai 4 anni in poi, ma soprattutto ai bambini della scuola primaria che potranno apprezzarne le diverse sfaccettature sia linguistiche che grafiche.

Le immagini, dai colori tenui e ricche di particolari affascinano molto i più grandicelli che si soffermano a cercare particolari o ad interrogarsi sul perché quell’oggetto sia stato posizionato lì, su quante piante contenga quella tavola o su quanti animali quell’altra.

È una storia che li affascina e li coinvolge creando quel pathos che li lascia con il fiato sospeso per poi sciogliersi in un sorriso

Un grazie a suon di storie

Un particolare interessante su cui mi piace soffermarmi soprattutto con i ragazzi di quarta e quinta elementare è la frase:

“Per ringraziarla della sua gentilezza

i coccodrilli le raccontavano delle storie

Tutte piene di eccitanti pericoli, mirabolanti evasioni e terribili inganni”

Questo ci riporta a tempi antichi e a me, in particolare, ha fatto subito pensare ad Ulisse che approdando nell’isola dei Feaci arriva al cospetto del re Alcinoo che per accoglierlo nei migliori dei modi crea per lui un banchetto in cui il cantore Demodoco narra la storia di un eroe temerario che altri non è se non lo stesso Ulisse.

Qui siamo nell’Odissea, lontanissima dalla nostra dottoressina, eppure sia in questo poema epico sia nel nostro albo illustrato la narrazione diventa un momento di festa, un ringraziamento e in entrambi, per rendere il tutto ancora più lieto e gradito agli ascoltatori si parla di pericoli, evasioni, inganni…

L’uomo fin da piccolo ha bisogno di storie e ha bisogno che queste storie assecondino le sue emozioni per ritrovarsi in esse e sviluppare quel pensiero laterale che riesce a modificare il nostro punto di vista e a sviluppare il nostro potenziale.

In questo caso questo albo ci invita al coraggio, al perseguire il nostro obiettivo di cura senza timore, ma sempre con un orecchio in ascolto verso chi abbiamo davanti e un altro in ascolto verso storie che ci possono portare lontano.

Una storia di coraggio e di determinazione

Spesso mi chiedete storie che aiutino ad affrontare la paura (che potete trovare QUI), ma raramente parliamo di coraggio.

La dottoressina non ha paura, insegue il suo obiettivo ci cura con tutte le sue forze senza farsi spaventare né dalle dimensioni di Ferocius, né dai pregiudizi che lo accompagnano.

Anche dentro la bocca del coccodrillo, quando ormai pensa di essere spacciata, non si lascia andare alla paura, ma aspetta immobile.

Questo albo illustrato mi ha colpito subito proprio per la dedizione di questa bambina, che in questo periodo è difficile non associare a tutte quelle figure mediche che si battono ogni giorno contro il Covid 19 e che hanno tanto da insegnarci su cosa voglia dire dedicare la propria vita alla cura degli altri.


TITOLO: La bambina e il coccodrillo

AUTORE: Sophie Gilmore

CASA EDITRICE: La Margherita

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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