SAI CREARE UNA STORIA IN UN MINUTO?

Laboratorio veloce e divertente per raccontarsi, collaborare e divertirsi inspirato al libro “UN MINUTO” di Somin Ahn dai 5 anni.

(Se vuoi informazioni sul libro clicca qui :https://www.ascoltandolefigure.it/quante-cose-fai-un-minuto/ )

L’obiettivo di questo laboratorio, proposto ad un gruppo formato da bambini e genitori, era quello di creare narrazioni togliendo l’ansia del foglio bianco, del “non sò che cosa fare”

OCCORRENTE:
fogli A3 bianchi;
Colori di diverso tipo: pastelli a cera, colori a dita,pennarelli, matite
un cronometro
un segnale prestabilito ( nel mio caso era una radio che allo scadere del tempo smetteva di trasmettere musica)

Leggendo il libro di Somin Ahn ci si accorge di quante cose succedono in un minuto quindi ecco la sfida: creiamo delle storie in un minuto.
Per prima cosa ognuno ha un minuto per prendere il proprio foglio bianco, disporsi in una parte della stanza in modo che gli altri non lo possano vedere e disegnare la prima cosa che gli passa per la testa.
Il tempo è scandito dal cronometro e allo scadere del minuto lo stereo viene spento portando il silenzio nella stanza.
Spesso quando spiego questo primo passaggio in alcuni scatta l’ansia, credono di dover creare una piccola Gioconda in pochi istanti e tutto ciò a cui pensano è complesso, pieno di particolari e colori.
Per queste persone arriva subito la precisazione: “Ho detto la prima cosa che vi viene in mente, non un disegno. Può essere anche qualcosa d’astratto, una riga,…”
A questo punto tutti prendono i colori che ritengono utili, il foglio e parte la musica.
Una cosa sempre molto interessante è vedere dove le persone si posizionano, fateci caso vi racconterà molto di chi avete davanti e di come si sente all’interno del gruppo e della situazione. Sarebbe importante che gli altri partecipanti non vedessero le creazioni prima del dovuto, ma c’è chi ha bisogno della vicinanza dell’amico o del genitore e in quel caso faccio finta di nulla o giustifico quando inesorabilemente arriva il bimbo che dice:” Ma loro sono vicini, non si può”.
Alla fine ci si rimette in cerchio intorno al tavolo con i fogli girati.

 

COME CONTINUA LA STORIA?

Ogni volta che lo stereo si ferma il foglio dovrà essere passato al compagno di destra che aggiungerà un particolare, un colore, qualsiasi cosa voglia…in un minuto!
Al via inizia il gioco e pian piano le persone si distendano e iniziano a giocare davvero. Ci si rilassa dimenticando le ansie da prestazione iniziale e nasce la curiosità di saper subito che cosa ispirerà il disegno successivo. Ovviamente questo va supportato da chi conduce il laboratorio che deve assumere fin dall’inizio un atteggiamento scherzoso, giocoso. Sono giochi artistico/narrativi per raccontarsi e divertirsi, senza voti o obiettivi da raggiungere.
Quando il foglio ritorna al suo proprietario la prima parte del gioco finisce.

 

VUOI SAPERE COME FINISCE LA STORIA?

Ognuno guarda il proprio foglio e inizia a creare una storia ispirandosi a ciò che è stato disegnato. Il racconto consiglio di farlo oralmente perché si dà spazio anche agli altri di collaborare aggiungendo idee o aiutando chi narra nel caso lo richieda.

L’idea in più
Dopo aver ascoltato le storie lascio sempre un po’ di tempo per scriverle, a chi lo vuole fare, o per creare una cornice del quadro.
L’elemento cornice lo amo molto perchè, a mio parere, serve a dare un unità ad alcuni contesti, un carattere definito che aiuti a “leggere” l’opera.

Questo è un semplicissimo laboratorio narrativo che può essere il primo passo per un percorso molto più complesso e articolato.

Avete mai partecipato a un laboratorio di questo tipo?
Avete fatto attività simili o molto più complesse?
PARLIAMONE! Dal confronto nascono sempre idee migliori e interessanti|

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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