Le streghe di Roal Dahl. Motivi per leggerlo e motivi per non farlo!

Ormai da qualche anno in ogni scuola si festeggia Halloween e sono sempre di più i bambini che la sera del 31 ottobre mi suonano al campanello dicendo: “Dolcetto o scherzetto?”
Sarà per questo che quest’anno ho deciso di fare un piccolo lavoro con i bambini di quarta elementare sulla favola, a mio parere, più spaventosa che sia mai stata scritta “Le streghe” di Roald Dahl.

In fondo all’articolo trovate il link ad un interessante video di GioCateBookswriter che vi suggerisce una recensione molto diversa da quella che state per leggere.

Dove incontrare una strega? Nel posto in cui ti senti più al sicuro

Il bambino che racconta la storia ha otto anni e si è recato in Norvegia per far visita alla nonna.
Durante questa vacanza purtroppo i suoi genitori muoiono in un incidente stradale e il bambino inizia a vivere con la nonna che gli svela l’esistenza delle streghe.
Le streghe di questa storia sono brutte, piene di magia demoniaca e abilissime a camuffarsi in donne dolci e gentili. Per tutta la vita escogitano pozioni elaborate che permettano di sbarazzarsi di tutti i bambini del mondo senza che nessuno capisca che cosa sia realmente successo.
I loro travestimenti sono particolareggiati e molto astuti poiché arrivano a sembrare amorevoli signore che amano i bambini. Nel primo incontro con una strega il bimbo riesce a salvarsi seguendo la regola che non si prendono regali dagli sconosciuti, ma non sarà sempre così fortunato.
In estate nonna e bambino vanno in vacanza insieme ai due topolini bianchi che il bambino sta ammaestrando.
Il proprietario dell’albergo intima al bambino di non farli uscire MAI dalla gabbia. Può un bambino resistere alla tentazione di giocare con i suoi animaletti? Ovviamente no, così decide di nascondersi nel luogo dell’albergo che ritiene più sicuro: un paravento posto all’interno del salone in cui si terrà il congresso della Reale Società per la Protezione dell’Infanzia Maltrattata.
Le persone di questa società saranno certamente felici di ospitare un bambino e i suoi animaletti.no? Se solo avesse saputo quanto si sbagliava… In realtà le eleganti signore altro non sono che streghe riunite per ascoltare quale sia la nuova pozione della strega suprema per trasformare i bambini in topi senza che nessuno da fuori sospetti nulla.
Se ciò non bastasse per l’odorato fino di queste megere ogni bambino sa di cacca di cane fresca e fumante quindi per il bambino è impossibile sfuggire alla cattura, ma…

Ho letto questo libro a dei bambini di otto anni e mi sono accorta che…

Il libro, come quasi tutti i libri di Dahl che ho letto, è incalzante e appassionante. Alterna momenti di paura ad altri in cui scoppia l’ilarità generale.
In classe non ho letto tutto il libro, non lo faccio mai, mi piace creare la curiosità in modo che poi siano i bambini a volersi leggere il finale iniziando una ricerca appassionata di un racconto che li ha incuriositi.
Mi piace raccontare loro la prima parte della storia e intervallarla con la lettura di alcuni brani su cui poi lavoriamo.
Ci sono state diverse cose che mi hanno fatto notare la differenza tra ciò che percepivamo noi bambini di questo libro e ciò che percepiscono oggi i ragazzi.
Oggi si è cercato di riabilitare il nome delle streghe. Conosco e leggo spesso libri di streghe buone, gentili, belle e sorridenti che nulla hanno da invidiare alla bontà delle fate, ma che piacciono di più perché sono meno zuccherose.

Le streghe sono in mezzo a noi, ma sappiamo riconoscerle?

Le streghe di Dahl al contrario sono demoni travestiti da donne e se ciò cono bastasse a farci paura sono ovunque in mezzo a noi ed è difficilissimo riconoscerle. Se la matrigna di Biancaneve si travestiva da anziana signora per avvelenare la fanciulla dandoci però la speranza che il suo odio fosse rivolto solo a lei, o la strega di Hansel e Gretel cattura i bambini perché, si sa, non si gira per un bosco da soli a mangiare le case altrui. Le streghe di Dahl non ci danno una via di uscita alla nostra paura. Sono tra di noi, se stiamo attentissimi abbiamo forse una possibilità di riconoscerle, ma l’autore non ci dà il solido appiglio di un “a me non può succedere”
Io trovo che in questo Dahl sia stato geniale poiché pone l’attenzione su un aspetto fondamentale a cui un bambino non pensa mai: so davvero chi ho davanti? Mi posso fidare di chiunque mi si avvicini solo perché si presenta con una voce amichevole e un bel sorriso?
Ovviamente no! Ma se questo era vero quando ero piccola io lo diventa ancora di più in questo periodo storico in cui i bambini non hanno più una società di persone che li vede scorrazzare avanti e indietro per le strade tutti i giorni, conosce loro e i loro genitori per nome e crea intorno a loro quella rete di protezione che io e i miei amichetti avevamo in paese quando eravamo piccoli. Oggi teniamo i bambini in casa il più possibile, andiamo con loro al parco sempre e mediamo inevitabilmente i loro rapporti con gli altri finché possiamo farlo. Questo si vede perfettamente nel parco del mio paese. Quando ero in quinta elementare anche i miei genitori, super apprensivi, mi lasciavano andare al parco con le mie amiche chiedendoci solo di andare e tornare insieme entro certi orari. Ora quello stesso parco è pieno di bambini e genitori e raramente mi capita di vedere bande di ragazzini della scuola primaria arrivare da soli al parco senza la scorta dei genitori.
Non sto dando giudizi su era meglio o era peggio s’intenda, ma sicuramente i bambini di oggi sono meno abituati a cavarsela da soli e per questo hanno ancora più bisogno di essere messi in guardia rispetto al donare la loro fiducia a tutti.
Se questa è la parte più “paurosa” del racconto c’è poi invece quella positiva il cui messaggio a mio parere vale la lettura del libro

Anche tu puoi fare la tua parte, scopri come…

Dahl sottolinea in moltissime sue storie che tutti possono cambiare la situazione. Le streghe sono un’associazione mondiale ben congeniata e spietata eppure un bambino ed un’anziana nonna possono salvare la situazione con il loro coraggio, il loro impegno e quella genialità che deriva dall’osservazione delle cose e dalla voglia di farcela.
Provare, osare, avere un obiettivo importante e non aver paura di raggiungerlo. Penso che non ci sia nulla di più importante da insegnare ai nostri bambini. Osservare il mondo che ci circonda facendo attenzione ai particolari, cercare soluzioni senza nascondersi dietro il “sono troppo piccolo”, “cosa vuoi che facciano una o due persone da sole”, “non è compito mio”, …
Dahl chiama tutti ad adoperarsi come meglio possono per il bene comune, per rendere la vita del mondo più serena e tranquilla non accontentandosi solo di risolvere il proprio imminente problema ma cercando soluzioni che i problemi li eliminino definitivamente.
Se siete giunti fin qui intanto vi ringrazio per la pazienza, vorrei raccontarvi il nostro laboratorio sulle streghe ma lo farà in un altro articolo. Vi chiedo di dirmi però che cosa pensate di questo libro così controverso. Su Dahl si è detto tutto e il contrario di tutto, ma le opinioni che più mi interessano sono certamente le vostre.

Se non conoscete questo scrittore o siete curiosi di ascoltare una recensione di molti suoi romanzi, tra cui anche una di “le Streghe” in cui vi si spiega perché può non piacere questo libro , vi consiglio questo video di GioCateBookswriter

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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