Lenticchia Claudia mencaroni

Lenticchia . Dall’altra parte del mondo

Esistono due tipi di mondo: quello che viviamo con i sensi e l’altra parte del mondo quella in cui voli solo con l’immaginazione, la voglia di scoprire e lo stupore negli occhi.

È un mondo molto speciale in cui per andarci bisogna riuscire ad entrare in una valigia o, se siete troppo grandi, aver un bambino vicino che vi racconti com’è.

Lenticchia. Dall’altra parte del mondo

“Lenticchia è una bambina grande di quattro anni,

alta così e larga cosà “

Inizia così questa storia che ci mostra una bambina sorridente in un mondo grigio dove dalle finestre si intravedono case sbucare da nubi che possono essere nebbia o smog o entrambe.

La bambina vuole scoprire l’altra parte del mondo e chiede aiuto ai genitori, ma loro purtroppo sanno darle solo qualche indizio perché:

Il papà ha parole troppo grandi

E la mamma, anche se le cerca, quelle piccole non le trova”

Non rimane quindi che una cosa da fare: andare a cercare le risposte da sola

Come? Entrando dentro una valigia e volando sulle ali della fantasia.

Inizia così un viaggio che porterà Lenticchia alla ricerca di quelle parole che i genitori hanno cercato di dirle, ma che le mostrerà un mondo in cui

“Le parole sembrano difficili,

ma basta poco per capirsi,

per esempio un mignolino”

In cui dai muri escono buongiorno e buonanotte e dietro gli angoli si inciampa nelle storie, ma più spesso nella Storia.

Un mondo pieno di sorprese in cui gli occhi si riempiono di meraviglia e che non vede l’ora di poterci raccontare

Attenti ai particolari…

La storia della letteratura per l’infanzia vanta connubi speciali tra scrittori e illustratori che insieme riescono a creare libri magici, qui siamo davanti a uno di questi.

Le parole, con la loro poetica, ci sospingono sempre in avanti nel testo, ci conducono dalla città fino al mare come una lieve brezza che ci coccola portandoci dove vuole lei.

Tutto sarebbe intriso di quell’aria magica e romantica che anima spesso la fantasia e che ci conduce in un viaggio senza tempo in cui le parole dei grandi si mescolano a quelle dei bambini per farli entrare meglio nel racconto.

Un viaggio con un inizio e una fine segnati… se non fosse per le illustrazioni!

 Esse richiamano il bambino e lo inducono a sconvolgere il viaggio prefissato e a correre avanti e indietro tra le pagine perché il gioco dei particolari che ci propongono è troppo stuzzicante

Ne volete un esempio?

Le immagini sono disegni a carboncino in cui svettano particolari gialli, ma non sono questi quelli su cui dobbiamo soffermarci. Guardate invece quel sasso in copertina.

Un piccolo ciottolo marrone trovato per terra e usato per giocare a campana direte voi, certo, peccato però che poi lo ritroviamo tra le parole del papà e qui ci pare strano, ma dovremo è solo addentrandoci nei reperti storici che potremo veramente scoprire che è una storia nella storia.

La magia del quotidiano

Un altro particolare molto interessante è quel poster in camera di Lenticchia che richiama il libro da parati Seb e la conchiglia magica. Finalista del premio Andersen 2019, che è stato creato dalla stessa scrittrice e illustratrice sempre per Verba Volant.

Tante sono le analogie tra i due libri: le tinte e lo stile utilizzato, le parole poetiche che si farciscono di espressioni tipiche dei bambini, ma soprattutto la voglia di raccontare la magia della quotidianità.

Sia Seb che Lenticchia non cavalcano unicorni e non incontrano pirati, ma rendono magiche le loro giornate semplicemente dipingendolo con i colori del loro sguardo.

Nel mondo dall’altra parte Lenticchia si arrampica sugli alberi, incontra vicini di casa che si dicono buongiorno e buonasera (e forse questa è proprio magia) e vede le onde del mare con gli occhi dello stupore che molti di voi possono osservare begli occhi dei propri bambini

Questa è la cosa che più amo di questi libri: per sognare, immaginare e vivere avventure non servono poteri magici. Ai bambini basta la loro fantasia e a noi grandi magari di sederci e di ascoltarli attentamente lasciano che siano loro a trovare le parole giuste per raccontarci il mondo dall’altra parte

Un libro che non può mancare nelle biblioteche scolastiche di infanzia e primaria

Prima di scrivere di un libro sul blog lo presento sempre ai critici più spietati: i bambini.

Lenticchia è stata proposta durante uno dei miei laboratori narrativi in una sezione di 5 anni e in un incontro di scrittura creativa in una seconda elementare.

Entrambi gli interventi sono stati fatti online quindi i risultati erano incerti.

Dopo la prima lettura il particolare che ha subito colpito tutti è stata la valigia. Questo suo entrare dentro una valigia per viaggiare ha animato immediamente la situazione, perché? Perché potevano provare anche loro.

Lo abbiamo fatto. Ho abbandonato il libro e ho detto che lo avremmo ripreso l’incontro successivo e che chi voleva poteva farsi trovare già pronto dentro la valigia.

Nel secondo incontro tutti pronti abbiamo riletto il libro facendo attenzione a dove andava Lenticchia, noi ci siamo stati in posti come questi? Con chi? Ci sono piaciuti?

Poi ovviamente la nostra valigia non ne ha più voluto sapere di star ferma ed ecco che ci ha portato un po’ ovunque. I bambini dell’infanzia hanno raccontato dove volevano andare, i più grandi invece lo hanno scritto, hanno letto i loro testi ai compagni e poi hanno creato con le storie degli aeroplanini.

Questi aereoplanini di storie li dovranno portare a scuola il prossimo anno e attaccarli in classe… saranno l’inizio del nostro laboratorio di scrittura creativa del prossimo anno e creeranno un angolo in cui forse non potremo più andare fisicamente, come facevamo quest’anno, lasciando la maestra e i compiti dall’altra parte dell’aula, ma che ci ricorderà che anche quando non possiamo uscire con una valigia e un po’ di fantasia si può andare dappertutto.

TITOLO: Lenticchia Dall’altra parte del mondo

Autore: Claudia Mencaroni

Illustratore: Luisa Montalto

Casa editrice Verba Volant

Consigliato dai 4 anni in poi

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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