Viaggio in Marocco con Valentina De Luca

Come promesso eccoci qui per conoscere il secondo illustratore del progetto: “Giro del mondo a caccia di storie” (che trovate qui).

Oggi il nostro viaggio è in Marocco alla scoperta delle sue leggende e della storia di Aicha Kandicha.

L’illustratrice che vi presento oggi è illustratrice e maestra di scuola dell’infanzia e si chiama Valentina De Luca

L’ho conosciuta grazie al nostro progetto scolastico e i bambini sono rimasti subito incantati dalla sua illustrazione. Le domande sono nate da sole e ci hanno aiutato non solo a conoscere meglio questa straordinaria ragazza, ma anche a capire come

 

Ciao chi sei?

Ciao, mi chiamo Valentina De Luca sono nata a Caserta, ma vivo in Germania da 8 anni e lavoro come maestra d’asilo e illustratrice.

Come fai a scegliere che cosa disegnare di un testo?

Comincio leggendo il testo diverse volte e a distanza di qualche giorno e sottolineo i passaggi in cui ci sono elementi che riesco ad immaginare, personaggi che interagiscono tra loro, paesaggio o altri elementi che ritengo interessanti.
Poi comincio a fare degli schizzi poco dettagliati su carta comune, quella che si usa per le stampanti, e compongo gli elementi diverse volte fino a quando posso ritenermi soddisfatta.

Quanto tempo ci metti a creare un’illustrazione?

È difficile dare una risposta precisa a questa domanda. Talvolta riesco a realizzare subito (o quasi subito) l’immagine che vorrei in 3 o 4 ore, altre volte però decido di rifare tutto daccapo proprio quando la prima è già a buon punto.

Come fai a creare quelle sfumature?

Non saprei, disegno da molti anni, ma devo dire che essermi diplomata al liceo Artistico mi ha permesso di imparare molto. Lì ho imparato le basi per il disegno e la tecnica del chiaroscuro. Poi col tempo ho sviluppato delle preferenze nella scelta dei colori, cercando di creare un mio stile personale rispettando però le regole dettate dalla luce. C’è di certo una lunga esercitazione alle spalle, ma in sintesi posso dire che le sfumature si ottengono quando si impara a dosare l’intensità del gesto della mano che regge la matita. Per esempio, quando voglio creare la zona maggiormente in ombra, coloro più volte su quella parte, altre volte colorando faccio maggiore pressione sul foglio… altre volte, quando decido di scurire tanto faccio entrambe le cose. Poi man mano che procedo verso le parti più illuminate faccio meno pressione.
Oltre al chiaroscuro però bisogna considerare l’importanza dei colori complementari.

Che tipo di foglio hai usato e come mai hai colorato solo il primo piano?

Ho usato un foglio di 300 mg liscio.
Ho preferito colorare solo il primo piano per evidenziare i due personaggi. La parte non colorata, lo sfondo, ha la funzione di suggerire all’osservatore dove sta accadendo la scena. Ho pensato che sarebbe stato importante disegnare gli alberi, le montagne e le nuvole per raccontare meglio l’accaduto ma se avessi colorato tutto in maniera dettagliata come i due personaggi in primo piano l’immagine sarebbe diventata chiassosa, confusa… Credo che a volte quando si colora troppo si peggiori il disegno. Un professore del liceo che ho frequentato mi disse che quando si dipinge o si disegna bisogna fermarsi in tempo. Un po’ come quando si dice che non bisogna esagerare con i dolci e il cioccolato!

Perchè hai usato due tecniche diverse?

In realtà ho usato prevalentemente i pastelli e alla fine ho usato l’acrilico bianco per mettere ancora più in evidenza le parti bianche. Col pastello bianco non sarei riuscita a far risaltare così tanto le parti più illuminate, invece l’acrilico da spessore creando l’illusione che la parte illuminata sia ancora più vicina.
come mai fai l’illustratrice?
Da bambina disegnavo molto e poi…ho semplicemente continuato.

Qual è la cosa che ti piace di più fare?

Disegnare.

Qual è il tuo libro preferito?

Il libro per bambini che preferisco è Il Paese dei Mostri selvaggi di Maurice Sendak. Parla di un bambino che fa tanti pasticci e che ad un certo punto diventa il re di un’isola abitata da mostri orrendi ma anche un po’ tonti. Credo che sia la storia che le illustrazioni siano meravigliosi!
Non molti anni fa è stato realizzato un film ispirato a questo libro illustrato. Anche nel film i mostri sono buffissimi ma non fanno paura, sembrano delle persone con degli enormi costumi fatti di peluche, e poi la storia raccontata nel film è molto commovente.

Che consiglio ci daresti per diventare bravi come te?

Non sono molto brava a dare consigli, ma provo a rispondere a questa domanda con una citazione: “Provare, provare, provare!”

 

L’IDEA IN PIU’

Se anche voi amate il Marocco e volete sapere come organizzare un viaggio in questo bellissimo territorio (cliccate qui) 

Se invece state cercando un libro che possa accompagnarvi tra le atmosfere e le spezie marocchine vi consiglio di leggere questo interessante post di Sara esploratrice che consiglia tre libri e un pittore che trovate qui

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *