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Abbasso i lavoretti!

Il libro che vi presento oggi è un libro provocatorio, ma molto interessante poiché, se letto con attenzione, aiuta i bambini a comprendersi e a comprendere meglio il loro stare a scuola.

È un libro che li invita a raccontare e raccontarsi nel bene e nel male poiché solo parlando di ciò che sentiamo, di ciò che ci piace o non ci piace possiamo capire fin in fondo il mondo che ci circonda.

Scritto in stampato maiuscolo fa parte della collana “Libri per pr1ma” che si rivolge principalmente ai bambini di prima elementare, ma penso sia interessante anche da leggere in classi successive.

Io, ad esempio, l’ho presentato con successo anche in una terza e in una quarta, ma questo ve lo racconto dopo.

Abbasso i lavoretti! Lettera alla maestra di una bambina silenziosa

Carissimi iscritti alla A.S.C.L.E.R. (associazione studenti contro lavoretti e recite), vi voglio proporre un documento molto significativo, che ci è pervenuto da una nostra simpatizzante, di nome Francesca.

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Si tratta di una lettera che questa bambina di sette anni, ha scritto alla propria maestra alla fine del primo anno della scuola primaria. Sono sicuro che molti condivideranno le sue opinioni.

Ma la vera sorpresa la troverete alla fine. Non posso anticiparvi nulla”

Inizia così questo libricino scritto in stampato maiuscolo che ci presenta appunto la lettera di Francesca, una bambina di sette anni che sta per finire il primo anno della scuola elementare.

Francesca è molto arrabbiata con la sua maestra che le ha fatto fare moltissimi lavoretti per le feste e che spesso glieli ha sistemati (rifatti) per renderli graziosi.

La bambina di solito timida e riservata in classe a fine anno deve sfogarsi per non trasformare le sue frustrazioni in bolle color aragosta sulla pelle e scrive appunto questa lettera in cui no risparmia nulla all’insegnante. E la maestra cosa ne dirà di tutto questo?

A chi lo consiglio?

Il libro, come dice la collana stessa, è pensato per bambini di prima elementare, ma penso abbia potenzialità e significati che lo rendono adatto anche fino alla terza.

La lunghezza ridotta lo rende adatto anche ad una lettura condivisa, ma penso che il massimo risultato si ottenga nella lettura autonoma e poi discussa in classe così che i bambini possano leggerla con calma e poi riflettere insieme alla maestra sui molteplici significati

È poi anche un libro da maestre, poiché ha molto da raccontarci se sappiamo scavare sotto la superficie

A questo punto mi sembra giusto però aprire una parentesi, cosa penso sui lavoretti e sul modo più corretto di pensarli ve lo raccontavo QUI, ma a prescindere da quale sia il vostro pensiero e la vostra didattica questo libro si adatta a tutti i bambini poiché ciò di cui si parla

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Alcuni spunti interessanti di riflessione

Ad una lettura superficiale Francesca ci sembra una bambina un po’ impertinente e frustrata poiché non ama i lavoretti che la maestra le fa fare con così tanta cura, non ama le recite e neppure la sua compagna di banco, ma non ha il coraggio di dirlo.

Dalla paura di parlare all’urlo furibondo

In questo primo tema emergono due criticità molto interessanti: quello della maestra che si sostituisce alla bambina nel fare i lavoretti per puro edonismo personale (e sappiamo che ciò succede ancora troppo spesso) e quello della bambina che arriva a somatizzare la frustrazione pur di non farla uscire.

Questo secondo particolare è molto interessante poiché sia nel tacere in classe, sia nella lettera Francesca è strabordante: si chiude in sé fino a somatizzare e poi scoppia arrivando quasi ad offendere l’insegnante perché?

Perché in entrambi i casi alla bambina mancano gli strumenti. Nella nostra società sempre più spesso i bambini non hanno modo di elaborare ciò che gli accade ed estremizzano le loro esperienze proprio perché devono arrivare al culmine prima di elaborarle o perché si trovano spesso soli a doverli fare

Un tema questo molto interessante che spesso i bambini, soprattutto in seconda e terza fanno emergere aggiungendo anche la tipologia di bambini che crescono con adulti spesso inclini alla lamentela fine a sé stessa, cosa che acuisce il problema.

La forza delle parole

Un altro punto interessante che spesso emerge è come il parlare possa cambiare le prospettive.

Francesca scrive e sappiamo per certo che la maestra legge e rilegge la sua lettera e poi…

Non posso andare oltre, ma vi invito a leggere e rileggere l’ultima parte del testo attentamente andando oltre la superficie e proprio lì forse potreste trovare qualcosa di molto interessante

Il mondo adulto non ascoltante

Altro tema interessante è il rapporto tra un’infanzia che non parla e gli adulti che non ascoltano. La maestra pensa che ai bambini piacciano i lavoretti, ma non li rende mai veri protagonisti di quest’attività, non sente la loro opinione davvero va avanti per la sua strada.

La stessa cosa la fanno i genitori che aspettano con ansia le recite per fotografare e filmare i figli e postarli sui social (e fosse il male delle recite) senza chiedersi come queste condivisioni possano davvero toccare la vita dei bambini.

Tutti abbiamo foto che non mostriamo volentieri (e spesso riguardano proprio infanzia e giovinezza) e se Fb le mostrasse a tutti perché nostra madre le postò pensando che eravamo “Così carini…”?

Queste sono solo alcune tematiche che i bambini hanno fatto emergere dal libro, ma ce ne sono di molto più profonde e significative che nascono dalla lettura globale del testo. Vi invito quindi a leggerlo in classe o con i vostri figli ponendovi però in una posizione di vero ascolto senza cercare di fargli dire ciò che ci farebbe più piacere sentire e soprattutto accettando anche qualche critica


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SCRITTO DA Giorgio Scaramuzzino
ILLUSTRATO DA Sara Brezzi
COLLANA Libri per prima (libro in stampato maiuscolo)
EDIZIONE Marzo 2019
NUMERO DI PAGINE 48

Casa editrice: Coccole book

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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