Caro sindaco ti scrivo: storia d’amicizia, immagrazione e autismo

Oggi vi propongo una lettura controversa, una lettura su cui penso sia importante confrontarci e ragionare: parla di immigrazione, d’autismo, di aiuti umanitari e di sindaci che cercano di affrontare l’emergenza immigrazione con il cuore rivolto alle persone.

Come vi avevo già scritto parlando di come Colori nel mare (di cui vi ho parlato qui):

Se siete a favore dei muri, delle scuole speciali o non vi va un confronto sereno su questo argomento… vi prego smettete di leggere, ci risentiamo la prossima settimana con le favole della buonanotte (quelle mettono sempre d’accordo tutti 😉)

Se avete deciso invece di continuare l’avventura…partiamo dall’inizio!

Caro sindaco ti scrivo… storia di diversità che s’incontrano

Il libro è diviso in due parti: nella prima a parlare è Anna sindaco di Lampedusa che racconta, (intervallata da pezzi di giornale che sottolineano la veridicità delle sue parole) la situazione degli sbarchi, delle spiagge affollate di immigrati e di come tutti si adoperino nell’isola per affrontare questo problema e aiutare queste persone con un occhio alla tranquillità degli abitanti, dei turisti, …

Nella seconda parte invece a parlare è il piccolo bambino siriano che è arrivato sull’isola con la famiglia, ma ha perso il fratellino in mare e decide di scrivere proprio al sindaco: Amir

Io Amir io 10 anni e mio Paese lontano, lì no pace e cielo sempre scuro, polvere e paura sempre…
…poi loro detto noi che fare viaggio per trovare nuova vita in un altro paese e questo per noi figli…
Ma no nave noi salire su barca rotta e vecchia … noi stanchi e sporchi ma mia madre dire sempre noi fare bravi andare in Italia, bel paese, li pace, nessuno sparare e torturare, noi felici, voi fare i bravi noi quasi arrivati.
Invece barca rovesciata in mezzo al mare, chi chiuso sotto no uscire, no scappare, come trappola per topi.

Amir riesce invece a salvarsi, arriva sull’isola e girando per le spiagge incontra prima Mimmo, il simpatico gelataio, poi un bambino speciale: Simone.

Simone è diverso e isolato proprio come Amir, non  perché non abbia chi gli vuole bene, i suoi genitori sono due persone di cuore che si prodigano anche lavorativamente per chi è in difficoltà e cercano di fargli fare la migliore delle vite possibili, Simone è chiuso in sé stesso spesso perché è autistico

– Sai Mimmo ha detto che è un bambino farfalla-
– Come farfalla? -Chiese la mamma
– Non lo so, ma se lo guardi in faccia t fa pensare al cielo rispose il ragazzino ripensando agli occhi di Simone

Amir rimane così affascinato da questo bambino che giorno dopo giorno continua a cercarlo, a stragli vicino senza parlare e pian piano riesce a fare breccia nel cuore di Simone e non solo nel suo…

Perché leggere questo libro?

È una storia vera? La classica favola buonista? Una strizzata d’occhio a chi è “dalla parte degli immigrati”? Non lo so e non mi interessa.

Non mi sono preoccupata di accertarmi la veridicità di nomi o fatti perché questo non è un giornale o un tg, ma un libro per ragazzi dai 9 anni in poi.

Un libro per far pensare, per sensibilizzare su di un tema che è attuale: la diversità!

Non si parla solo di immigrazione e barconi, si parla di autismo, di genitori che perdono la speranza di poter fare con il proprio figlio ciò che avevano sempre sognato, ma che cercano di rendere la vita dei loro figli la migliore possibile, accettandoli per ciò che sono e con la situazione che hanno, sempre pronti ad ascoltarli e a dar loro tutte le occasioni possibili

Si parla di accettazione, di dare una possibilità ai propri sogni, di aiuto verso il prossimo, di ascolto e di fare la propria parte qualunque essa sia.

Ognuno di noi può avere la propria opinione e sono certa che sarà giustissima e ben argomentata, ma io penso che alle nuove generazioni per prima cosa vada insegnato che le cose vanno affrontate. Se ci si ferma al prima no ricevuto non si ottiene nulla mentre se si persevera possono succedere cose straordinarie.
Di questo sono certa perché nel mio piccolo l’ho visto succedere mille volte.

Amir è un ragazzino che davanti alla disabilità semplicemente non accetta un no, ma persevera e arriva al cuore di Simone (perché tutti noi abbiamo un cuore qualsiasi sia il nostro colore)

 

L’idea in più…

Ho letto come sempre questo libro con diversi gruppi di ragazzini dai 9 ai 15 anni e potrei scrivervi moltissimi interventi interessanti, ma questa volta non lo farò perché sono tutti interventi fortemente personali.

Questo libro arriva al cuore, fa riflettere e anche se, vi avverto, all’inizio sentirete ripetere frasi sentite dire dai genitori in casa magari ogni sera davanti alla tv, se perseverate e andate affondo scoprirete che è un libro che viene interiorizzato e crea emozioni contrastanti: paure, senso di impotenza, lacrime, felicità, senso di comunione e gratitudine.

Che siate concordi o no con le idee esposte leggetelo con un bambino e fatevelo spiegare da lui…

ciò che il libro gli racconta in silenzio mentre noi pensiamo ai politici, agli sbarchi, alle onlus potrebbe aprirvi delle finestre che vi sarà impossibile richiudere.

Buon Viaggio

 

Se cercate libri che parlino di come i bambini sanno superare le differenze con facilità e amore: cliccate qui

Titolo: Caro sindaco di scrivo

Autore: Roberta Brioschi

Casa editrice: EdiGiò Junior

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Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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