c'è un rinofante sul tetto

C’è un rinofante sul tetto! – Il buio fa davvero paura?

Il buio è una lavagna nera su cui i bambini disegnano con la fantasia. Se per alcuni questo manto misterioso è pieno di fascino e ne ricercano il brivido anche attraverso la lettura, per altri, soprattutto dai 4 agli 8 anni, questa lavagna si colora di paure ad ogni suono o ambra.

Tra i tanti dibattiti e albi illustrati letti con i bambini su questo argomento un enorme successo, sia tra gli amanti della notte, sia tra chi ha paura del buio, è stato riscosso da questo libro in cui i bambini s’immedesimano e che spesso li aiuta ad esternare le proprie paure.

Vi presento quindi questa bellissima storia e alcuni suggerimenti che mi hanno dato gli psicologi dell’età evolutiva con cui ho collaborato per aiutare il bambino a superare la paura del buio.

C’è un rinofante sul tetto!

c'è un rinofante sul tetto

La storia racconta la prima notte che Daniel passa dai nonni. La serata trascorre tranquilla fino al momento in cui si spengono le luci.

Daniel prova a dormire, ma non solo il letto è scomodo e il buio è troppo buio, sul tetto si sentono strani rumori “come di animali enormi e pesantissimi che danzano e saltellano intorno al comignolo” che fare?

L’unica soluzione è chiamare il nonno affinché vada a controllare.

“Che cosa senti Daniel?” chiede il nonno

“Penso che siano rinofanti nonno, un intero branco di rinofanti”

“Rinofanti!” dice il nonno “Ma noi non abbiamo paura dei rinofanti vero? Vado subito a prendere il bastone da passeggio, così li cacciamo via”

Battendo con il bastone sul soffitto i Rinofanti vengono cacciati, ma la casa è piena di rumori e di altrettanti mostri quindi per più volte Daniel deve chiamare i nonni.

Ogni ombra, ogni rumore è per lui un mostro in agguato e noi veniamo catapultati nelle sue visioni notturne rese meno inquietanti dal suo orsetto che viene sballottato di qua e di là nella pagina e che i bambini si divertono tantissimo a cercare.

Fortunatamente però ogni volta i nonni trovano il modo per tranquillizzare il bambino e per fargli capire che nella sua stanza è al sicuro, ma troveranno la chiave giusta per poter finalmente dormire?

A chi lo consiglio?

Lo consiglio a tutti i bambini dai 4 ai 9 anni.

c'è un rinofante sul tetto

Questo albo non vi darà la magica medicina per il sonno, ma piace moltissimo ai bambini che si immedesimano in Daniel e aiuta a creare con loro una discussione spontanea sulle paure che può aiutare voi e loro a trovare la strada giusta verso la… buonanotte!

È un albo che si presta moltissimo per la lettura ad alta voce poiché è molto coinvolgente, L’unico problema è il formato lungo e stretto che mostra particolari molto piccoli. Se avete quindi un gruppo numeroso di ragazzi a cui proporlo vi consiglio di proiettare le immagini così da potervi divertire con loro ha cercare Daniel e l’orsetto (e in molte anche il gatto) nelle illustrazioni.

Questo gioco, soprattutto con i più piccoli, serve per allentare la tensione della lettura e diminuire la tensione.

Ma che cos’è la paura?

La paura è una reazione soggettiva ad un evento caratterizzata da cambiamenti comportamentali ed esperienziali, ma anche fisiologici.

c'è un rinofante sul tetto

È un elemento naturale fondamentale per riuscire a sopravvivere poiché ci aiuta a stare attenti ai pericoli e a sviluppare capacità di riparo, vigilanza e resistenza che ci aiutano nei momenti di pericolo.

Ognuno ha paure diverse poiché esse dipendono dall’influenza che hanno su di noi fattori specifici come: il contesto, la situazione iniziale, l’interpretazione cognitiva e soggettiva, …

Vi sono però paure ataviche, che quasi tutti abbiamo passato come la paura del buio!

Paura del buio: dove nasce e da cosa è alimentata?

La paura del buio, così come quella dei mostri, nasce solitamente intorno ai 3 anni e dura fin verso i 7/8 anni (le età sono puramente indicative poiché ognuno di noi ha uno sviluppo differente)

Quando la luce si spegne il bambino perde il controllo su ciò che lo circonda e, attraverso il pensiero animistico, da corporeità alle sue paure, insicurezze e preoccupazioni.

La notte è come una lavagna in cui il bambino con il gessetto disegna ciò che ha dentro.

La prima parte del problema nasce proprio nel momento in cui l’adulto spegne la luce ed esce dalla stanza poiché il bambino deve gestire la separazione, il senso di insicurezza, ma anche quello di inadeguatezza che può essergli stato trasmesso da genitori il cui stile educativo alimenta le paure, è ipercritico o iperprotettivo: tre caratteristiche che, in modi diversi, vanno a ledere l’autostima del bambino alimentandone le insicurezze e le paure.

c'è un rinofante sul tetto

Cosa possiamo fare per aiutare il nostro bambino a superare le sue paure?

Unendo la mia esperienza pedagogica a quella di psicologi e neuropsichiatri ho stilato alcuni consigli che solitamente si rivelano molto utili per aiutare il bambino ad affrontare le paure:

  1. Ascoltare le sue paure e rassicurarlo senza sminuirle è fondamentale che l’adulto si armi di infinita pazienza e si metta in ascolto del bambino cercando di vedere la realtà dal suo punto di vista. Se le sue paure vengono derise, criticate, o apostrofate con parole del tipo: “Ma davvero hai paura di quello…”, “Ma dai è solo …”, “Figurati se ti fa paura…”  , si contribuirà ad abbassare ancor di più la sua autostima alimentandone quindi le paure

Un ottimo esempio ce lo danno i nonni di Daniel che cercano di entrare nell’immaginario del nipote e di dargli sicurezza mettendosi al pari con lui senza sminuire le sue fantasie, ma volgendole in positivo

2 – Abituarlo gradualmente: affrontare le proprie paure è un processo graduale che richiede tempo e piccoli step per poter essere superato. Un primo passo può essere quello di spegnere la luce, ma accendere una lucina, poi di provare a esplorare insieme piccoli pezzi di buio aiutandolo a riconoscere ciò che lo circonda, …

3 – La notte è più bella… con un compagno: molto importante per il bambino può essere un compagno di giochi che lo accompagni nel momento della nanna.

Alcuni bambini, fin da piccolissimi scelgono un pupazzo o un oggetto che li accompagni ogni notte, altri preferiscono cambiarlo ogni sera. È importante che anche il genitore dia valore a questo compagno, magari scegliendolo con il bambino tutte le sere o semplicemente dandogli la buonanotte. Questo renderà il pupazzo ancora più speciale e quindi più rassicurante per il bambino

4 – Una volta dato al nome alla propria paura si può esorcizzarla creando storie dove il mostro mostra le sue fragilità e diventa meno spaventoso, dove può essere sconfitto o dove addirittura si diventa amici con esso.

               Un esempio di quest’ultimo tipo sono questi due albi molto belli:

5 –Dategli il tempo: ogni bambino è diverso dagli altri e compie un suo percorso quindi non ha senso darsi delle tempistiche predefinite soprattutto quando parliamo di paure. Stategli vicino, incoraggiatelo e ascoltatelo camminando al suo fianco in questo percorso

6 – Se notate che le paure condizionano troppo il vostro bambino o si protraggono in modo anomalo affidatevi ai consigli di un esperto che sia veramente qualificato per darveli.

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c'è un rinofante sul tetto

TITOLO: C’è un rinofante sul tetto!

Autore: Marita van de Viver

Illustratore: Dalle Blankenaar

Traduzioni di Virginia Portioli e Csaba della Zorza

Casa editrice: Lupo guido

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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