In cameretta con Giulio e Pepe Edi Giò

In cameretta con Giulio e Pepe per imparare a riordinare e dire la verità

Chi sistema la cameretta dei vostri figli voi o loro?
A casa nostra la situazione è sempre la stessa, c’è la tavola apparecchiata, la cena quasi pronta e io che chiedo di ” sistemare i giochi e lavarsi le mani”, ma qui comincia il dramma…

La principessa è bravissima a giocare con qualsiasi cosa, ma ogni volta che deve sistemare i giochi inizia con le storie anche se dovrebbe solo riporre i giochi nel cestone giusto (un’operazione da 5 minuti).

Ho quindi pensato di chiedere aiuto ai libri e tra tutti questo è quello che ha aiutato di più me (e le mamme a cui l’ho consigliato negli ultimi mesi)

 

 

TITOLO: In cameretta con Giulio e Pepe

AUTORI: Antonella Mauri

ILLUSTRAZIONI: Simona Beretta

EDITORE: EdiGiò edizioni

 

 

In cameretta con Giulia e Pepe: l’arte del riordino inizia dalla suggestione

La scena iniziale è la stessa che vedo ogni giorno a casa mia.

Giulio sta giocando in camera con i suoi pupazzi, la mamma ha la cena pronta e gli dice di riordinare e di lavarsi le mani.

casa editrice ediGiò In cameretta con Giulio e Pepe

-Uffa! – esclama Giulio.
A Giulio non piace tanto riordinare.
A Giulio piace fantasticare, sognare, inventare storie.
Riordinare proprio No! No! No! No!
Giulio ha deciso: questa sera non riordinerà la cameretta!

 

Non vuole però farsi sgridare quindi decide di buttare tutti i peluche sotto il letto, di lavarsi le mani e far finta di nulla.
I genitori vedendo la camera riordinata e lo premiano con un dolcetto. Qui iniziano i primi problemi: il dolcetto non ha il solito gusto dolce e saporito
Andando a letto Giulio non riesce a dormire perché si sente in colpa per le lodi non meritate e la bugia che ha detto quindi si rannicchia sotto le coperte stringendo forte il suo coniglietto Pepe
I veri problemi però nascono durante la notte quando Pepe scivola sotto il letto e Giulio è costretto ad alzare la coperta e scoprire che cos’è successo ai suoi peluche…

A chi lo consiglio?

Lo consiglio a tutti i bambini dai 3 anni in poi.
È un libro che suscita molte suggestioni tra i più piccoli: si parla di riordinare, ma anche di bugie, di meriti non meritati, di paure notturne e di mamme rassicuranti che ti sono vicine e che alla fine ti aiutano a risolvere tutto dicendo semplicemente la verità.

Mi ha colpito moltissimo come molti bimbi abbiano associato i due comportamenti di Giulio all’essere “grande” o “piccolino”

All’inizio Giulio si comporta da piccolino: non riordina, dice bugie, non dorme; poi improvvisamente è proprio la paura a “renderlo grande”: dice la verità, affronta le sue paure e chiama la mamma.

Anche il chiamare la mamma è stato considerato spesso un atteggiamento da grande perché lui non voleva farsi scoprire e la mamma avrebbe potuto sgridarlo e metterlo in punizione.

Se cercate altri libri che spronino i bambini a “fare da soli” cliccate qui

L’idea in più…

Per entrare in cameretta con giulio e Pepe insieme ai più piccoli e ampliare il loro lessico, gli abbiamo chiesto di raccontarci com’è riordinare e che cosa può succedere se non lo si fa.
Le storie nate da questo dialogo sono state moltissime, ma qui ve ne riporto due che mi sono piaciute moltissimo:

“Se non metti a posto le bambole poi viene una folletta dispettosa che ruba le più belle e le altre le sporca col pennarello. Quando ti alzi non trovi niente e la mamma si arrabbia…poi la mamma fa la magia e le bambole sono pulite e il papà le trova tutte, ma tu forse hai ancora paura e allora vai nel lettone, ma solo per una notte” (Sara, 5 anni)

“Io metto a posto con la mamma, però lei mette a posto poco e io tanti e mi stanco. Dopo la mamma mi dà una caramella e io sono felice, ma sono stanco e voglio giocare non mangiare… è molto dura la vita” (Gioele, 4 anni)

E voi come fate a convincere i vostri bambini a riordinare?
Scrivetemelo nei commenti e iniziamo un confronto, sono certa che ogni consiglio sarà prezioso per molti genitori

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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