4 motivi per far diventare i libri dei giocattoli per bambini

Questo martedì, per la rubrica “Che cosa facciamo oggi?” vi propongo un’attività che forse vi può sembrare impropria nell’uso dei libri, ma non lo è… anzi aiuta a creare piccoli lettori e stimolare la voglia di leggere.
Quando mi confronto con mamme di bambini 0/3 spesso mi sento dire che il bambino non ascolta, non sta fermo, non ha voglia di storie quindi si evita di comprare libri per lui o di dargli quelli regalati perché al massimo li rompe… non vale la pena.
Oggi vi spiegherò perché tutto questo non è vero e come usare i libri con bambini che non amano leggerli o sentire narrazioni.

Mamma nel libro possono viverci le streghette?

Il libro, prima di tutto, è un oggetto, un giocattolo che può essere sottratto dalle sue legittime modalità d’uso per essere investito di fantasia e diventare qualcosa d’altro.
Ci sono alcuni libri come “La Notte” che grazie alla loro particolare forma o a caratteristiche come quella di illuminarsi al buio si prestano particolarmente bene a giochi e ambientazioni.
Altri, come “La casa dei baci” hanno illustrazioni particolari che suggeriscono possibili storie da animare.
Infine ci sono tutti gli altri libri che possono essere utilizzati come mattoncini per costruire, come sassi per creare strade e percorsi o semplicemente come recinti o muri

 

 

Perché giocare con i libri quando ci sono tanti giocattoli in casa?

Ormai tutti i bambini sono pieni di costruzioni, casette, oggetti per il gioco imitativo, … quindi perché usare i libri?

Il primo motivo è: per socializzare con il libro!

A volte, per svariati motivi, il bambino ha timore del libro perché lo associa ad un’attività in cui star seduto per molto tempo, ascoltare qualcosa che forse non gli interessa ed annoiarsi.
I motivi per cui ciò può accadere sono molteplici e non siamo qui ad indagarli, ma che gli piaccia leggerli o no giocare con il libro lo fa diventare più amichevole, più vicino e amico soprattutto a chi non lo sa leggere.
I bambini amano i giochi e se anche il libro diventa un giocattolo le emozioni che si possono riversare su di lui non possono che essere positiva

Secondo motivo: per incuriosire e curiosare

 

Usando il libro come giocattolo il bambino è portato naturalmente ad osservarlo, a toccarlo ed usarlo e ciò crea una nuova attenzione verso questo oggetto.
Usando ad esempio un libro per creare l’ambientazione di una casa il bambino lo sfoglia, lo osserva e può trovare immagini o elementi interattivi (come ad esempio le alette) che lo incuriosiscono e lo spingono a fermarsi su quella immagine.

Terzo motivo: perché chi cresce tra i libri, in qualsiasi modo lo utilizzi, sviluppa un attaccamento verso questi oggetti che favorirà il suo amore per la lettura.

Molti studi scientifici hanno dimostrato che se sottoposto ad un incontro ricorrente con il libro fin dai primi anni di vita, il bambino sviluppa una sensazione piacevole legata a quest’oggetto e alla lettura che esso contiene e ciò favorirà in seguito il suo diventare un lettore.
Quest’attività è particolarmente importante tra le mura domestiche poiché il principale imprinting deriva dai genitori quindi se loro leggono, fanno interagire il bambino con i libri e gli rimandano sensazioni positive verso questo oggetto sicuramente svilupperanno la sua voglia di leggere e interagire con il libro.
Forse il bambino non vi darà subito la soddisfazione di appassionarsi al libro, forse ci vorranno anni prima che vediate il frutto di ciò in cui vi siete impegnati, ma prima o poi, secondo i suoi modi e tempi ogni bambino vi restituirà ciò che avete seminato… perché lettori si diventa dalla nascita 😉

Quarto motivo: perché è un gioco divertentissimo e ricco di sviluppi inaspettati

E voi come usate i libri con i vostri bambini?

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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