Fiabe in rosso

Fiabe in rosso – 8 Marzo 2020

Anche se questo 8 Marzo è un po’ sottotono non voglio farlo finire senza consigliarvi un libro che esce oggi nelle librerie, ma che dovrebbe accompagnarci tutto l’anno: Fiabe in rosso.

Il libro, di cui oggi esce la nuova versione ampliata, è un progetto a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere.

Fiabe classiche che non faticheremo a riconoscere, in cui le donne non smettono di cercare l’amore o di parlare con i lupi, ma riescono a far evolvere in modo differente la storia proponendo alternative possibili che sono, a mio parere, un bello spunto di riflessione per noi e per i ragazzi.

Fiabe in rosso… e se a mangiare la mela fosse il principe di Biancaneve

Sette fiabe, sette protagoniste femminili diverse, alcune molto note altre meno, che scelgono strade differenti a quelle che i loro padri letterari avevano imposto loro.

Biancaneve non si presta a far la casalinga, ma segue i nani al lavoro dove trova gemme e diventa nera di sporco. La strega non trovandola in casa lascia il cesto delle mele all’ingresso e sarà un principe che passando di lì si ingolosisce e cade a terra addormentato.

“Il principe giacque in quel luogo per molto tempo, ma non si decompose: sembrava che dormisse. Biancaneve si recava da lui tutti i giorni, portando sempre in dono fiori di campo per orare la sua bara, tanto era il dispiacere di vedere un ragazzo senza vita,

“Se fossi stata a casa forse avrei potuto salvarlo, come i sette nani fecero con me”

Ma non è solo il rovesciamento delle parti a rendere interessante questo libro.

Cenerentola viene discriminata per il colore della sua pelle, Malvina viene cacciata dal paese perché, sporca e malconcia, è una straniera che viene dal mare (e a noi il collegamento con il libro “I colori nel mare” che trovate QUI è venuto spontaneo), Cappuccetto sbaglia parlando con il lupo, ma trova una soluzione e impara dall’esperienza…

Un altro finale è possibile… perché ci è piaciuto questo libro

Pur rimanendo una sostenitrice del fatto che i bambini debbano incontrare le fiabe originali perché il loro bagaglio narrativo rimane unico e importante per i ragazzi più di ogni rivisitazione, il confronto tra queste nuove fiabe e le fiabe di allora lo trovo estremamente affascinante.

Con un gruppo di ragazzi di 9 anni ci siamo divertiti a leggere le fiabe originali e poi a confrontarle con quelle riportate nel libro e le riflessioni emersi sono state davvero interessanti.

Nel libro non si parla quasi mai di vero e proprio femminicidio e le donne malvage rimangono tali , ma cambiano le possibilità che le protagoniste hanno a disposizione e la consapevolezza che esse hanno di sé stesse.

I messaggi più belli a volte sono solo bisbigliati, ma lasciano il segno.

Ad esempio la fata Madrina di Cenerentola, prima di trasformarla, le dice che farà la magia solo se lei promette che non si vendicherà di chi le ha fatto del male.

Il tutto avviene in una frase, ma getta un seme importante.

A chi lo consiglio

Il libro è molto apprezzato dai 5 anni in poi, ma penso che le sue vere potenzialità siano mostrate a lettori dagli 8 anni in poi che possono approcciare anche le vere fiabe popolari (prima sconsigliatissime).

Quando questo periodo sarà terminato, il libro verrà con me anche alla scuola media e nel gruppo di lettura per adulti poiché più il lettore è adulto più riesce a leggere tra le righe i suoi molteplici messaggi.

Penso sia importante però che, anche con i più piccoli, le storie non vengano spiegate, Certo quando leggo quel passaggio di Cenerentola di cui parlavo prima enfatizzo il tono della voce, ma poi lo lascio scorrere via e lo riprendo solo se nella discussione con i bambini viene fuori l’argomento poiché ogni lettore, seppur piccolo deve approcciarsi alla fiaba in libertà e trarre da essa ciò di cui, in quel momento, ha bisogno.

Perché il libro si intitola Fiabe in rosso?

Molti di voi avranno capito fin dalla copertina che l’ispirazione nasce dall’opera Zapatos Rojos di Elina Chauvet che è ormai divenuto un simbolo della violenza sulle donne.

Le scarpe raccontano una storia: quella di una donna che le ha scelte, le ha indossate, ma oggi non è più con noi a raccontare la loro storia a causa di una persona che le era vicina, molto spesso di cui si fidava e che l’ha tradita nel modo peggiore: togliendole la vita

Di lei oggi rimangono solo un paio di scarpe di un rosso vivo che ci ricorda che tutte quelle scarpe sono storie finite nel sangue.

Illustrazioni che lasciano il segno… e anche qualche dubbio

Le illustrazioni di Roberta Rossetti, lontane dall’iconografia classica del fiabesco, si agganciano al presente attraverso la campitura di spazi fatta con fogli di quotidiani e l’inserimento di fili rossi che donano più tridimensionalità all’immagine.

L’utilizzo dei collage ha proprio lo scopo di contestualizzare le storie creando un filo rosso tra fiaba e modernità. Penso sarebbero state più potenti però se gli articoli scelti fossero stati di femminicidio invece che di arte e spettacolo poiché ciò avrebbe sottolineato maggiormente l’intento del libro

La collettività al centro del progetto

Il filo rosso di tutto il progetto, a mio parere, è l’aspetto collettivo del problema, così come delle storie.

  • La fiaba nasce come storia tramandata oralmente e raccontata in gruppo, magari la sera davanti al camino;
  • L’installazione Zapatos Rojos non mostra una storia, ma unisce tante storie in un’unica installazione che si integrano e dialogano tra loro attraverso il colpo d’occhio che l’installazione crea;
  • Il collage, infine, è l’unione di più parti che compongono alla fine un disegno unico.

Tre aspetti diversi di singolo che dialoga con il collettivo che si riuniscono in questo libro e che lasciano un segno su come tra le sue pagine si parli non solo di Cenerentola o di Cappuccetto rosso, ma di tante storie, di tante donne e uomini diversi… forse di ognuno di noi.

Che storie troverete nel libro?

  • Cenerentola
  • Malvina
  • Mignolina
  • Cappuccetto rosso
  • Biancaneve
  • Rosaspina
  • Raperonzolo

TITOLO: Fiabe in rosso

AUTORE: Lorenzo Naia

ILLUSTRATORE: Roberta Rossetti

Casa editrice: Verba volant edizioni

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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