Il giardino magico: tra fantasia e scienza

Il libro di cui vi parlo oggi è un albo illustrato che mostra ai bambini la magia della natura attraverso i cambiamenti che portano sugli alberi le stagioni e l’osservazione di come gli animali (che potremmo trovare nel nostro giardino) si trasformino o abbiano caratteristiche… da lasciare a bocca aperte.

Il testo si compone di due parti: una parte più narrativa in cui il bambino esplora il giardino magico insieme alla protagonista, ed una più didattica in cui domande suscitate dal testo (come ad esempio: Come e perché tessono e costruiscono ragni e uccelli?) trovano una risposta scientifica

Come forse già avrete capito le attività che ho svolto con questo albo illustrato sono tantissime e differiscono per età e interessi dei bambini. Ve ne racconterò alcune dai 2 agli 8 anni, ma ora partiamo dall’inizio

Nel giardino magico con Cloe

“Cloe vive in un giardino magico, ma non lo sa.
Un pomeriggio d’autunno passa vicino a un albero che dondolo i rami al vento, come per attirare la sua attenzione. Ma Cloe è distratta e non lo vede”


Cloe passeggia nel suo giardino, ma è distratta.

Questo ci fa capire che Cloe è una ragazzina, poiché per esperienza, è più facile che un bambino piccolo si fermi ad osservare qualsiasi cosa come il bambino di “Aspetta!” piuttosto che non noti ciò che la natura fa vicino a lui, purtroppo però con l’età a volte questa caratteristica si perde.

Di solito però, anche i più attenti, non hanno ancora scoperto tutto ciò che il libro ci racconta quindi aiutiamo Cloe a osservare con attenzione e proseguiamo la lettura.

Mentre Cloe passeggia il vento le sussurra:

“In questo giardino accadono avvenimenti meravigliosi come il susseguirsi delle stagioni,

o fatti misteriosi come la trasformazione dei bruchi in farfalle”

Le linee ben definite, i colori ripetuti e i toni dolci e accoglienti ci immergono in un’atmosfera da sogno che ritroviamo anche negli sguardi degli animali che sembrano quasi volerci parlare.

Ma ciò che il racconto descrive è un’esplorazione della natura che i bambini possono rifare nei luoghi che li circondano cogliendo particolari e comportamenti la cui spiegazione scientifica viene data infondo al libro.

Il giardino magico alla scuola dell’infanzia: idee e proposte per esplorazioni tra realtà e fantasia

Per diverso tempo ho utilizzato questo albo illustrato nella scuola dell’infanzia leggendolo dai 2 ai 5 anni.


Una reazione che i bambini avevano era quella di intervenire se conoscevano l’informazione di cui si stava parlando, ad esempio: “Sì mio nonno mi ha raccontato come i bruchi diventano farfalle” o “Anche noi in casa abbiamo i ragni” e così via…

Un’altra molto frequente era: “Ma succede anche nel giardino della scuola?”

Entrambe già da sole valgono la lettura del libro perché vi lasciano spazio per conversazioni molto interessanti e possono essere arricchite con altre informazioni, albi illustrati e ovviamente una bellissima osservazione della natura che ci sta intorno e dei suoi cambiamenti (Da marzo a maggio ogni giardino si trasforma nel Giardino magico, anche quello della vostra scuola)

Ogni gruppo di bambini sposta la propria attenzione su qualche particolare che lo colpisce di più, quindi il mio consiglio è di non creare un percorso con tutte le attività che vi propongo qui sotto, ma di utilizzare questo elenco come spunto per assecondare ciò che vi chiedono.

Io parto con una valigia con dentro tutto il materiale descritto qui sotto e poi mostro solo ciò che di volta in volta risulta interessante per chi ho davanti

Le storie nella storia: piccoli spunti per scoprire la natura attraverso il racconto

Ecco qualche idea:

  • La trasformazione del bruco in farfalla avrà già richiamato in molti di voi la storia di “Il piccolo Bruco mai sazio” che si presta perfettamente come ulteriore spiegazione per aprire l’immaginario del bambino;
  • La seconda illustrazione mostra cicale che cantano alla luna e qui le attività possono essere di due tipi: Musicale (inventando una piccola melodia con i bambini magari utilizzando proprio la parola Luna o attraverso semplici strumenti come le maracas) oppure si possono continuare le narrazioni attraverso la favola della cicala e della formica che, nei 5 anni, suscita riflessioni importanti.
  • Mimetismo – i due libri che uso solitamente sono Camaleonte di YUZUKE YONEZU che con le sue alette e le illustrazioni dai colori definiti e dalle linee pulite piace moltissimo ai più piccolini o “Un colore tutto mio” di Leo Lionni che rimane un libro imperdibile per questa fascia d’età

Lasciamo ora la parola alla scienza: domande che trovano risposta… in fondo al libro

La seconda parte del libro invece si presta, a mio parere, per un approccio più scientifico che viene introdotto già alla fine del libro.

Alcune domande che trovano risposta scientifica in questa seconda parte sono:

  • Perché le lucciole sono luminose?
  • Perché alcuni animali hanno colori molti vivaci?
  • Come fanno i serpenti a mangiare prede così grandi?

Dopo alcune di queste prime attività solitamente il discorso continua invitando i bambini a portare loro libri, storie, foto, racconti sugli animali di cui abbiamo parlato. Per aiutare loro e le loro famiglie a partecipare creo spesso dei disegni di tutti gli animali del libro da associare a immagini reali degli stessi animali.

Mamma, papà ci aiutate?

Alla fine dell’incontro chiedo ai bambini di incollare tutti gli animali di cui abbiamo parlato (quindi non tutti quelli della storia, ma solo quelli che sono risultati più interessanti) su di un cartellone da attaccare in salone con una piccola spiegazione dell’attività per i genitori che così potranno aiutare il bambino nella scoperta del suo animale preferito

E se il giardino magico fosse un laboratorio scientifico? (Laboratorio per la prima elementare)

In prima elementare questo libro si presta benissimo quando vogliamo iniziare a parlare degli animali, del ciclo delle stagioni e di osservazione di ciò che ci circonda.

La base del percorso può essere quella descritta per la scuola dell’infanzia (vedi sopra), ma soffermo la nostra osservazione molto di più sulla figura dell’animale reale (partendo sempre da quelli che scelgono loro)

Ad esempio in una classe il primo animale scelto è stato il bruco.

Dopo aver letto “Il piccolo bruco mai sazio” e anche la spiegazione scientifica infondo al libro ho proiettato l’immagine di un gigantesco bruco e ho chiesto ai bambini di osservarlo e di dirmi che cosa vedevano.

Ne sono uscite riflessioni interessanti sul colore, sulla forma, sulle zampe e sulla pelle che ho raccolto e ho poi utilizzato per inserire altre informazioni come ad esempio la classificazione degli animali

Questo aiuta i bambini a ragionare, a cercare le informazioni invece di abituarsi a trovarle scritte sul libro o date dalla maestra e inizia anche a creare nel bambino la distinzione tra reale e fantastico che negli anni lo condurrà a capire davvero che cosa intendiamo per informazione scientifica e per testo fantastico

E se nel giardino magico ci entrassimo in seconda o in terza elementare?

Forse sarebbe la maestra di italiano a condurci lì, poiché non dobbiamo sottovalutare il potenziale narrativo e descrittivo che ha questo testo.

Dopo aver letto la storia mi fermo sempre a riflettere con i bambini sul fatto che questa sia una storia fantasia o un luogo reale. Il dibattito è solitamente molto acceso poiché ognuno ha la sua opinione.

Cerchiamo quindi di capire che cosa ha portato una parte della classe a dire che è reale e che cosa fa invece optare per il no.

Quando i bambini sono riusciti a far convergere la classe verso una delle due risposte, rileggiamo il testo.

La storia è un’esplorazione di un luogo, le immagini sembrano scandire un ritmo che dopo la parte introduttiva mostra animali sempre diversi ogni volta che giro pagina eppure non lo si percepisce come un elenco, ma come una storia… come ha fatto lo scrittore a creare tutto questo?

Ne segue un nuovo dibattito in cui le riflessioni, a seconda delle specificità della classe, vengono scritte dall’insegnante su di un cartellone, annotate su un quaderno o registrate, sbobinate e date ai bambini il giorno dopo.

Infine gli si chiede di uscire in giardino (i più fortunati siamo riusciti a portarli in un boschetto), osservare ciò che vedono e creare il loro giardino magico (da soli o a piccolo gruppo) con il mezzo che preferivano: c’è chi lo ha descritto, chi l’ha disegnato, chi costruito e un gruppo di bambini me lo ha perfino raccontato sottoforma di “canzone onomatopeica”

Questi sono solo alcuni spunti di attività nate dalla lettura di questo libro, ve le ho raccontate perché vi possano servire come punto di partenza verso il vostro viaggio nel giardino segreto in cui la strada la tracceranno certamente i bambini

Buona lettura

TITOLO: IL giardino magico

AUTORE E ILLUSTRATORE: Lemniscates

CASA EDITRICE: Notes edizioni

COLLANA: nuvole album

Pagine 40

età 5-99 anni


Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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