Viaggio di Aaron Becker – recensione

Il viaggio che vi presento oggi è molto particolare poiché, pur essendo in un mondo altro, non ci porterà in una realtà felice che asseconda i desideri, ma piuttosto in un’avventura travolgente che con il suo ritmo incalzante e le sue immagini ricche di particolari appassionerà i lettori dagli 8 anni fino all’età adulta.


Un libro senza parole, nato dalla mente geniale di Aaron Becker che è solo il primo di una trilogia che vorrete leggere e rileggere tantissime volte e che forse, com’è successo spesso nei gruppi a cui l’ho proposto, passerà dai piccoli… ai grandi di casa (soprattutto a fratelli maggiori e papà).

Il Viaggio … quando la noia è la più bella delle avventure

Questo libro inizia mostrandoci una bambina triste, in un universo grigio che subito ci richiama alla mente il silent “La porta” (di cui vi ho già parlato, ma che editorialmente è uscito dopo questa trilogia).

Unico spunto colorato sono i suoi giocattoli, di un rosso vivo che spicca attirando immediatamente la nostra attenzione: un monopattino, un aquilone, una palla… e nessuno che voglia giocare insieme alla bambina, perché si sa i grandi sono indaffarati: sempre!

Ma ecco che, improvvisamente il gatto si alza dalla sua posizione lasciando nella stanza grigia un gessetto rosso. Per la bambina non ci sono dubbi: quel gesso è una chiave che apre la porta, che lei stessa disegnerà nel muro, e la porterà in un mondo altro… tutto da scoprire

Un altrove colorato, magico e… avventuroso

La porta si apre e ciò che nella stanza era un muro ora diventa un albero che conduce ad un osco delle lanterne in cui regnano la luce e i colori della natura: il verde e il blu.

Il libro è pieno di riferimenti iconografici, storici, artistici e mitologici quindi non ci stupisce che l’avventura della bambina inizi dall’acqua, dal fiume su cui disegnerà la sua barchetta rossa e che la condurrà in una città fantastica e misteriosa in cui la cultura occidentale e quella orientale s’intrecciano e dialogano tra loro.

Più la barchetta si addentra nelle mura e più la tranquillità e lo splendore della natura lascia posto alla catastrofe umana. Ad accogliere la bambina sono infatti dei soldati in divisa e delle strane macchine volanti che appassioneranno tantissimo gli amanti dei motori.

Anche tra i soldati oriente e occidente si confondono, ma rimane chiara una cosa: siamo in una dittatura! Dittatura che non accetta ciò che è diverso e che lo vuole imprigionare come accadrà allo strano uccello viola che la bambina dovrà salvare dalla gabbia dorata in cui è stato posto

Iniziando così una rocambolesca avventura che vi terrà con il fiato sospeso per i ritmi incalzanti e il finale a sorpresa.

Un viaggio da leggere e rileggere…ascoltando le figure

La prima volta che mostro questo libro a grandi e piccini ne viene fatta una lettura lineare che appare ai più semplice e immediata. Poi c’è qualcuno che pone un’obiezione: “Ma avete notato che in quella tavola…” e da lì inizia un viaggio che può durare tantissimo tempo.

Questa storia è infatti articolata su più livelli ed è ricca di particolari che troviamo a margine, tra le pieghe del libro o in punti in cui all’inizio il nostro sguardo non indaga.

L’autore utilizza immagine cinematografiche con prospettive e colori che guidano il nostro occhio con un ritmo così incalzante ed avvincente che dobbiamo giungere una prima volta alla fine della storia per poi tornare indietro a scorgerne i particolari.

Storie bambine… in viaggio

Fiumi d’inchiostro sono già stati versati su questo libro e persone ben più illustri di me ne hanno fatto una critica accurata, ma io sono qui per raccontarvi i percorsi che mi hanno indicato i bambini e i ragazzi e quindi…procediamo

I colori ci parlano

In alcune quarte e quinte elementare, dopo aver guardato la storia e aver provato a raccontarla ci siamo soffermati a parlare dei colori.

I ragazzi hanno individuato:

  • Il grigio dell’inizio della storia;
  • L’azzurro e il verde del bosco e dell’acqua;
  • I colori della città;
  • Il rosso e il viola dell’uccellino e del pastello della bambina

Sono state fatte moltissime riflessioni, ma alcune tornavano frequentemente e sono queste che vi riporto:

  • L’utilizzo di tonalità grigiastre nella prima parte del libro riporta subito ad una sensazione di noia, di appiattimento a cui i bambini cercano di scappare attraverso il gioco. Purtroppo però il gioco non è sufficiente soprattutto se i tuoi amici non ti vogliono con loro e tu sei obbligata a restare in casa.

Ad un primo sguardo sembra che solo la bambina, seduta sulle scale sia esclusa dal gioco sia triste, ma i lettori più attenti notano anche un bambino sulla sinistra con in mano un gessetto viola che è più vicino ai bambini, ma non fa parte del gruppo…

  • Il mondo altro si apre in un bosco in cui dominano il blu e il verde. Un luogo naturale in cui la mano dell’uomo compare sottoforma di lanterne orientaleggianti e luminarie.
  • Il verde e il blu sono anche i colori della città insieme all’oro in cui si mischiano. I bambini però notano spesso che nella città i colori si spengono, si opacizzano per dar spazio all’oro che spicca sulle cupole e luccica al sole.
  • Unico punto si forte contrasto in questo mondo dai pochi colori è il rosso intenso della bambina. Questo colore così contrastante con il resto cattura subito la nostra attenzione all’interno della pagina e ci conduce appunto: in viaggio.
  • Altro colore presente nel libro, ma meno contrastante rispetto al rosso è il viola di questo uccello magico che non si sa da dove arrivi.

La sua provenienza e il motivo della cattura sono una fonte inesauribile di suggestioni, ipotesi e confronti per i ragazzi. I più attenti hanno notato anche notato che dal momento in cui entra in scena l’uccello la bambina utilizzerà il suo gessetto per creare solo cose volanti (la mongolfiera, il tappeto volante).

Un viaggio, tante riflessioni che nascono spontaneamente dai bambini

Queste sono solo alcuni tra i particolari più frequenti che i bambini notano e che portano spesso a conversazioni e riflessioni su:

–             Significato del colore;

–             Amicizia;

–             Narrazione di avventure reali o fantastiche;

–             Potere della fantasia,

–             Libertà contrapposta a dittatura;

–            Natura contrapposta a luoghi antropici;

–            Viaggio nei luoghi altri;

Un viaggio tanti linguaggi…progetto di alfabetizzazione

Cercando informazioni su questo libro mi sono imbattuta in questo progetto multiculturale di alfabetizzazione che dona le parole a questo libro… in tante lingue diverse. Ve lo propongo QUI nella speranza che possa esservi utile

ATTENZIONE SPOILER (se non avete letto il libro non leggete questa parte!!!)

I gessetti rappresentano la fantasia dei bambini ed è molto interessante notare i particolari che caratterizzano l’incontro tra due fantasie: quella rossa della protagonista e quella viola dell’uccello che si dimostrerà essere nato dal gessetto di un bambino.

DIBATTITO in CLASSE… alcune domande guida

I dibattiti che si aprono su questo argomento sono molti, vi lascio solo qualche spunto che vi possa aiutare nella progettazione del percorso:

  • Prima di mostrare la fine chiedete ai ragazzi a cosa serve l’introduzione dell’uccello nella storia
  • Che cosa vi stupisce della scelta dei colori?
  • Fategli notare che la bambina esce da una cassetta delle lettere (dovrete spiegarglielo voi perché ho visto che molti non la riconoscono) e ascoltate le loro riflessioni;
  • Guardate insieme la bicicletta dell’ultima pagina, non solo le ruote sono dei due colori della fantasia ma sono scambiate tra loro: la bambina ha vicino la ruta viola e il bimbo quella rossa

DIAMO LA VOCE ad un SILENT

Non parlo solo di creare i dialoghi all’interno della scuola, ma di soffermarsi soprattutto su due particolari:

  • Che cosa dicono i soldati alla bambina quando entra in città?
  • Che cosa si dicono mentre catturano l’uccello? (questo fa subito nascere il dibattito sul perché lo stanno catturando)
  • Che cosa si dicono i bambini quando s’incontrano per la prima volta?

Questi sono solo alcuni degli spunti nati dalla lettura di questo silent, ma sono certa che i vostri bambini ne avranno molti altri e vi sapranno dare gli spunti giusti per il vostro gruppo.

Buona lettura e… buon viaggio!

TITOLO: Viaggio

AUTORE: Aaron Becker

Casa editrice: Feltrinelli

Genere: Silent book

Dai 7 anni… consigliato anche a ragazzi e adulti

primo di una trilogia potete vederne la presentazione fatta direttamente dall’autore QUI

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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