Il libro miles hoopes picarona

Il libro: un albo e un percorso narrativo 10/13 anni

Oggi parliamo di un libro che parli di libri e della magia della lettura, delle storie immaginate e non vissute attraverso schermi, suoni, …

Se Lane Smith nel suo “E’ un libro” raccontava la diversità tra libri e oggetti elettronici con l’ironia e la sagacia di un gorilla che deve spiegare che cos’è un libro ad un asino, David Miles sceglie invece le atmosfere poetiche del fiabesco e crea, insieme a Natalie Hoopes due racconti paralleli che ci mostrano che cos’è un libro e come questo albo voglia liberarlo dalla prigione dei nuovi mass- media

Scopriamo insieme le due storie

Il libro e le sue parole

Questo è un libro.

Parole nere, su un foglio bianco.

Senza pulsanti.

Senza bonus per saltare al livello successivo.

Difatti non emette neanche un suono.

Potrebbe sembrarti l’oggetto più silenzioso e ordinario che ci sia, finché non impari a guardarlo più da vicino.

Inizia così questo albo che per i più piccoli è spiazzante poiché fino a qu ciò che trovano, dopo una bella copertina dall’aria fiabesca è davvero solo un insieme di pagine bianche con alcune righe di parole nere.

Eppure in realtà, già prima del titolo, abbiamo adocchiato un bambino con una maglia a righe che sale per una scala di corda… dov’è finito? Lo scopriremo più avanti…

Ora torniamo alle parole che ci invitano a guardare più vicino, più vicino fino a trovarci in un mondo magico e colorato, in cui anche le parole diventano diverse ma continuano a rimanere spesso isolate dall’illustrazione e solo in pochi casi vi entrano dentro.

Continua così la descrizione di ciò che puoi trovare in un libro, di quando e dove puoi entravi e di come l’atmosfera del libro sia intima, rilassante e ciò che puoi trovarvi sveli verità che possono renderti libero di volare con la fantasia ovunque tu voglia

Un’avventura… libresca

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Accanto alle parole che sono principalmente descrittive troviamo le illustrazioni che raccontano invece una storia: un viaggio avventuroso in un mondo fatato.

Ecco infatti che ad un tratto ritroviamo il bambino con la maglia a righe che scende dalla scala a corda e si trova in un mondo fatato. Il suo cammino lo porta alla grotta di una strega che gli dona una chiave e un libro su cui volare. Inizia così un’avventura che lo vedrà attraversare molti mondi diversi, conoscere tanti personaggi fantastici fino a giungere su una terra ostile, dall’aspetto lugubre e malsano popolata da strumenti elettronici in disuso, immondizia rende l’habitat gradito solo ad alcuni animaletti dai denti aguzzi e dal comportamento poco amichevole

È proprio in questo luogo che il bambino dovrà utilizzare la chiave e lasciare liberare… lo lascio scoprire a voi

Le illustrazioni… nelle illustrazioni

Un particolare molto interessante che colpisce i bambini è l’utilizzo di pezzi di libri o giornali presenti nelle immagini.

Il colore delle pagine ingiallite e delle scritte nere spicca all’interno del disegno e, in particolare quando il bambino apre la porta l’uso di ritagli che fanno pensare ad una guida telefonica risulta evocativa come se ciò che esce dalla prigione fosse accompagnato dalla voce di tante persone al telefono (e il rimando a favole al telefono di Rodari, di cui trovate un laboratorio QUI)

Un laboratorio per ragazzi dai 10 ai 12 anni

Lo scorso anno ho fatto un progetto con 3 classi: una quinta elementare, una prima e una seconda media di città differenti.

All’interno del progetto di lettura che sviluppavo in ogni classe, abbiamo deciso di creare una lettura condivisa che portasse ad un racconto dei ragazzi da poter condividere con le altre classi.

Ho scelto di collegare queste tre classi poiché in tutte il tema che più frequentemente le appassionava era il viaggio.

Dopo aver esplicitato che l’incontro di quella settimana (e il successivo lavoro in classe) avrebbe avuto come obiettivo la condivisione di storie con le altre due classi ho mostrato loro due libri: Viaggio di Aaron Becker (che potete trovare qui) e questo libro.

Li abbiamo letti e ne abbiamo parlato per riuscire ad entrare nel testo e coglierne le sfumature.

Alla fine ogni gruppo ha scelto il libro a cui voleva ispirarsi.

Chi ha scelto questo albo ha notato subito alcune cose particolari:

“Il libro inizia con solo le parole perché sono le parole che fanno il testo e lo scrittore ci spiega subito dove vuole arrivare”

“Scrittore e illustratore ci sottolineano come le cose tecnologiche prima o poi si buttano mentre i libri che abbiamo anche a scuola sono qui da tanti anni e se li teniamo con cura durano per sempre”

Queste ed altre riflessioni sono poi convogliate in un racconto corale che si ispirava liberamente al viaggio descritto nelle illustrazioni, ma che aveva tra le tematiche la magia dei libri e soprattutto delle storie

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Caro amico ti scrivo

I ragazzi, terminati i racconti, li hanno letti ai compagni, hanno ascoltato i loro consigli e le critiche costruttive e l’hanno revisionato ancora una volta alla luce di ciò che era emerso.

Ogni gruppo presente nel progetto si è dato un nome, io ho creato dei bigliettini divisi per classe e ho fatto sorteggiare in modo che, ogni classe inviasse almeno una lettera a tutte le altre classi.

La prima lettera che i ragazzi hanno inviato conteneva la loro storia, la seconda delle riflessioni sulla storia letta e poi… ognuno ha proseguito la corrispondenza come preferiva e sono nate bellissime amicizie 😉

Questo è il nostro viaggio nei libri e nell’albo “Il libro”, ma se anche voi lo avete letto e volete dirci che cosa ne pensate parliamone nei commenti, sono certa che avrete riflessioni interessantissime da condividere


Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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