Perché ti voglio tanto bene … un albo illustrato tattile e tante attività dai 2 a 6 anni

Il nostro viaggio tra neve e colori continua oggi con un libro dolce, che si fa accarezzare e che svela ai bambini due concetti importantissimi: come si forma la neve e che i genitori ci vogliono tanto bene… comunque noi siamo

Un albo illustrato molto grande, che parla di due orsi bianchi: una mamma e un cucciolo che si può accarezzare perché come dice mia figlia “è pelliccioso”, adatto a grandi e piccini da 1 anno in poi…

Perché ti voglio tanto bene? Perché tu sei il mio cucciolo e io la tua mamma

La storia ci racconta di Nevoso, un piccolo cucciolo d’orso bianco e della sua mamma che vivono felici in un luogo fatto di neve e ghiaccio (probabilmente il polo Sud).

Nevoso ha già imparato molte cose: sa pescare, sa scivolare sulla pancia e sa che il ghiaccio può essere pericoloso ma ci sono due cose che non sa: come nasce la neve e se la sua mamma gli vorrebbe bene anche se non fosse bianco… ma la mamma ha la risposta giusta ad entrambe le domande e l’abbraccio finale tra lei e il suo cucciolo nasce spontaneo come quello tra il bambino e la mamma che gli sta leggendo la storia

Un libro coccoloso da leggere al caldo delle coperte o nelle giornate nevose

Questo albo illustrato dal grande formato è caratterizzato da immagini semplici e dalla prevalenza del bianco della terra e dell’azzurro del cielo che a volte si mescolano grazie alla neve che scende o alle impronte degli orsi che assumono un colore azzurrino.

Gli unici due personaggi che vediamo sono la mamma e Nevoso che è simile alla madre, ma ha dimensioni più piccole e soprattutto la sua immagine è rivestita da un tessuto che si nota poco guardando la pagina, ma che risulta molto gradevole al tatto.

Scoprendo questa sua caratteristica tattile i bambini sono da prima interessati a toccare l’orsetto in ogni pagina per scoprire se questa caratteristica continua.

Successivamente però possono nascere tre attività molto interessanti con i bambini 2/6 anni

Il nostro Nevoso coccoloso e i suoi tanti colori

Le attività che di solito propongo per far elaborare ai bambini questa storia spaziano dalla loro personale creazione di un orsetto tattile all’elaborazione della frase “Perché ti voglio tanto bene” vediamo come:

Un Nevoso tattile tutto mio…

Dopo aver letto la storia e osservato da vicino le caratteristiche di Nevoso, porto a scuola un grande cartellone azzurro su cui ho disegnato un grande nevoso Bianco (disegnato su un cartellone bianco, ritagliato e incollato)

Guardando l’immagine ogni bambino disegna il proprio Nevoso. Mentre disegnano nella stanza sono stati predisposti diversi materiali: carte colorate, cotone, bastoncini, adesivi, …

Ogni bambino è libero di creare la pelliccia di Nevoso con il materiale che preferisce e mentre lavorano uno alla volta possono prendere un materiale ed andarlo ad incollare nel Nevoso grande che ogni volta diventa di tanti colori.

Questo esercizio è molto utile per aiutarli a sviluppare la manualità fine, l’utilizzo delle forbici e del pennello per spalmare la Vinavil e ovviamente… a sviluppare la loro creatività e il loro senso estetico.

“Ma se fossi giallo penseresti ancora che sono tenero e dolce?”

Da questa prima domanda che Nevoso fa alla sua mamma nasce la seconda riflessione del nostro percorso.

Il cartellone di Nevoso che abbiamo costruito in precedenza ha sempre qualche particolare non bianco, poiché c’è sempre qualcuno fuori dal coro che si fa attrarre dai glitter, dalle carte colorate, dai rametti e così via…

Questo ci dà la possibilità di soffermarci sulla domanda di Nevoso.

Ci piace il nostro Nevoso?

Moltissimo eppure non è più bianco, ma la sua mamma gli vuole bene lo stesso e lo trova comunque tenero e dolce quindi perché non cambiarlo?

I bambini questa volta vengono messi a piccolo gruppo (2/3 bambini per gruppo). Se abbiamo bimbi con la capacità di fare disegni molto ampi chiediamo a loro di disegnare l’orsetto, se no gliene diamo uno già preparato da noi disegnato su un A3.

I bambini devono riempire l’orsetto insieme ai compagni con tutti i tipi di materiali che preferiscono. In questa fase l’insegnante dev’essere solo un facilitatore dei rapporti interpersonali senza dare consigli o giudizi su colori e materiali

Alla fine ogni gruppo deve aggiungere una caratteristica al nome di Nevoso che rappresenti il proprio lavoro: Nevoso multicolore, Nevoso giocherellone, Nevoso glitter, …

E io posso essere multicolore?

L’ultima attività riporta i bambini da nevoso a loro stessi.

Anche le nostre mamme ci vogliono bene comunque?

Certamente!

Quindi perché non provare ad essere anche noi diversi?

Facciamo finta che una fata entri in sezioni e ci cambi il colore della pelle o dei vestiti o modifichi altre cose di noi… come diventeremmo?

Ogni bambino, con l’aiuto di uno specchio per guardarsi bene, disegna sé stesso e poi si aggiunge particolari fantasiosi (pelle verde, occhiali strani, capelli rosa, tutto ciò che gli può venire in mente).

Alla fine del disegno si chiede al bambino: “Come ti ha trasformato la fata? Sei tenero e dolce anche così?” e la risposta viene scritta dietro al disegno.

Mamma e papà adesso tocca a voi…

Alla fine il percorso viene documentato in un libretto che, partendo dal racconto racconta le intenzionalità del progetto e mostra attraverso le foto e i disegni dei bambini le attività svolte.

Nell’ultima pagina, dopo il disegno del bambino e la frase su come l’ha trasformato la fata di solito scrivo questa frase: “E tu mamma mi vuoi bene anche così? Allora dammi un grande abbraccio e dimmelo perché la mia felicità passa anche attraverso questi piccoli gesti”

Due idee in più…

Il testo si è prestato benissimo anche ad altre due riflessioni:

  • La fallibilità dei genitori
  • Il ciclo dell’acqua e la scoperta della neve

“Ma perché la neve è bianca, mamma, e non è blu come il mare?”

Questa domanda era veramente difficile.

“Hmm… rispose la mamma (che non conosceva tutto),

la neve è sempre bianca, così come sempre bianchi sono gli orsi polari”

Questa frase si presta benissimo a diverse riflessioni.

Penso sia molto interessante soffermarsi con i bambini a riflettere sul fatto che anche gli adulti non possono sapere tutto.

I genitori, gli insegnanti magari sanno tante cose, ma nessuno può saper tutto e può saper fare tutto e questo è normale. La riflessione è simile a quella che vi proponevo nel libro “Mi disegni un piccolo principe?” e anche in questo caso serve a migliorare l’autostima del bambino e lo aiuta ad accettare la sua fallibilità

Secondo passaggio è invece quello sulla neve, che in questi giorni nevosi si presta benissimo.

I bambini sono invitati a osservare la neve, toccarla e dire le proprie impressioni che l’insegnante annota.

Poi si riprende in mano il libro e si rilegge la spiegazione di che cosa sia la neve

“vedi Nevoso…” cominciò a dire la mamma.

“Molto lontano da qui il sole riscalda il mare.

Moltissime goccioline vengono trasportate da questo calore e si riuniscono dentro una nuvola.

Il vento soffia su quella nuvola e la spinge fino a noi.

E qui la nuvola comincia a rabbrividire per il freddo.

Quando la nuvola trema allora nevica

(così Nevoso capì perché il fiocco di neve fosse tanto buono: ha dentro di sé il sapore del mare)

Questa spiegazione basta da sola a far capire ai bambini il ciclo dell’acqua.

Se è possibile, subito dopo questa lettura li porto ad assaggiare un pezzetto di neve e gli chiedo di dirmi di che cosa sa (annotando anche queste impressioni) e alla fine creiamo insieme un cartellone con il ciclo dell’acqua utilizzando la tecnica del Lapbook.

Le idee vengono prese direttamente dai bambini e si cerca di riprodurle insieme a loro utilizzando diversi materiali.

Questi sono solo alcuni dei mille spunti che questo fantastico libro può suggerire, sono certa che voi saprete fare di meglio e spero che vogliate condividere le vostre esperienze con me e con tutti quelli che passano di qui raccontandomele nei commenti

Se poi state cercando altre idee e albi illustrati sulla neve con attività per bambini anche più grandi cliccate qui

TITOLO: Perché ti voglio tanto bene

AUTORE e ILLUSTRATORE: Guido van Geniche

Casa editrice: AER edizioni

Età di lettura consigliata: da 1 anno in poi (libro molto consigliato per le scuole dell’infanzia)

Autore dell'articolo:

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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