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Le parole degli altri di MICHAËL URAS

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Le parole degli altri è un libro che parla di libri e che ci porta, proprio attraverso le parole dei personaggi e le citazioni di libri più o meno noti a riscoprire le nostre parole quelle che abbiamo già detto e quelle che vorremmo dire.

Protagonista di questo romanzo è Alex un libroterapeuta alle prese con tre pazienti difficili e con un quarto ancora più complesso da affrontare: sé stesso.

Riusciranno i libri a dare anche a lui una nuova prospettiva? Scopriamolo insieme

Le parole degli altri : trama

Alex aiuta le persone a risolvere i loro problemi attraverso i libri. La strana e originale disciplina che ha scelto come sua professione lo ha reso un biblioterapeuta. Per i suoi pazienti nessun farmaco, solo consigli di lettura capaci di spalancare una nuova finestra sulla vita.

Nel momento in cui lo incontriamo il primo paziente di cui deve occuparsi è sé stesso: lasciato dalla compagna Mèlanie si sente solo e triste, ma deve continuare a lavorare per poter pagare l’affitto all’arcigna signora Marceline padrona di casa e sua dirimpettaia.

Il lavoro di Alex è molto strano per chi gli sta intorno:

Dunque, la letteratura è la vita dell’altro dalla finestra. In questo può aiutarci, perché è quasi la vita. Occorre semplicemente adattare il testo alla situazione. In quel ‘semplicemente’ sta tutto il sale del mio mestiere.

Alex non ha un luogo preciso in cui lavora: a volte raggiunge i pazienti a domicilio, come nel caso dell’adolescente Yann che ha perso la capacità di parlare in un incidente stradale e dopo alcuni atti di bullismo è stato rinchiuso in casa da una madre fin troppo apprensiva.

Altre i pazienti lo raggiungono nel suo studio, come nel caso di Robert venditore di orologi che dopo anni di estenuante lavoro ha deciso di cambiare il suo modo di vivere

E in casi particolari la terapia si svolge perfino per telefono alle ore più improbabili del giorno, come nel caso di Anthony calciatore famoso che vuole uscire dall’oppressione che la carriera e si rivolge a lui di nascosto

Per ognuno di loro Alex ha i libri giusti, ma riuscirà a trovare il libro giusto anche per sé e magari a riconquistare Mèlanie?

 

A chi lo consiglio

Ci sono momenti fondamentali nelle nostre esistenze, momenti così forti da anestetizzare la realtà. Ma per goderne bisogna saperli riconoscere. Non buttarli via. Perché non tornano più e lasciano in bocca il gusto amaro del tempo perduto

Per primi lo consiglio a chi si riconosce in questa frase, a chi, leggendola sente un rimbombo dentro.

Scritto con uno stile leggero e godibile, Le parole degli altri è una favola moderna che tocca il cuore, risolleva lo spirito e spinge anche noi lettori a condividere la nostra passione più grande: la lettura, ma anche a vivere cercando di non perdere momenti preziosi

È un libro per chi ama i libri e vuole scoprire nuove storie, ma anche classici vissuti sotto una luce differente

Una lettura piacevole, da fare in spiaggia o sul divano davanti ad una tisana calda magari proprio a dicembre, mese in cui la storia è ambientata

Un libro per chi ama la letteratura contemporanea, la divagazione nella finzione che poi però approda al presente e quella starna caratteristica che hanno i bei libri di farsi leggere più e più volte mostrando sempre aspetti diversi di sé poiché dopo questa storia sono certa che avrete un quadernino di appunti con sopra tanti nuovi titoli da scoprire e riscoprire.

Questo racconto infatti è solo una porta su tanti percorsi letterari che verranno suggeriti ad ognuno di noi in modo diverso mentre seguiamo le vicende di Alex e dei suoi pazienti

 

Un libro per chi ama i libri

La storia che Michaël Uras ci racconta è un intreccio di storie, una caccia al tesoro tra emozioni e citazioni di cui troviamo la soluzione solo nelle note alla fine del testo.

La vita di Alex, così come quelle dei suoi pazienti, sono vite che forse ci ricorderanno fatti o persone che già conosciamo, ma viaggiando con loro tra le citazioni dei testi forse scopriremo nuove storie da leggere o vecchie storie da riscoprire.

Accanto ai libri però troviamo la Parigi moderna, quella delle manifestazioni, quella degli ideali incarnata da Mèlanie, la compagna di Alex che sicuramente legge meno di lui, ma che è molto attiva nel sociale e lo porta con sé in piazza a manifestare infondendo anche in lui un senso di giustizia, di uguaglianza, ma anche di bisogno di staccarsi dalla finzione letteraria per cambiare il presente giorno dopo giorno nella vita reale.

Che cos’è la biblioterapia?

Era la biblioterapia, e ne avevo fatto il mio mestiere. Siccome le parole potevano distruggere, e ogni cosa su questo pianeta aveva un lato positivo e uno negativo, c’era un valore salvifico nella letteratura di certi testi

un viaggio nelle storie che ci aiuta a scoprire altri punti di vista, che ci aiuta a crescere, a volte a migliorare quasi sempre a trovare nuove strade da seguire.

Non è sempre detto che il potere salvifico di un libro e il lavoro di un biblioterapeuta siano riconosciuti dal paziente.

Alla fine la biblioterapia lo aveva deluso. Pensava di trovare una folgorazione, una rivelazione. Aveva trovato un giovane simpatico e appassionato di letteratura. Nient’altro. O almeno era quello che lui e sua madre avevano deciso di pensare. Dentro di sé, si domandava se quel giudizio fosse valido.

A volte si pensa che il cambiamento sia stato casuale o non lo si sente arrivare e allora bisogna tirare i remi in barca e cambiare viaggio perché forse si è sbagliato strada oppure semplicemente non era il momento giusto.

Quando però la mente e il cuore si aprono alla storia giusta e la fanno entrare, nel nostro mondo si illumina una nuova strada, una possibilità che può essere portare all’inizio di qualcosa di grande

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La capacità di non mentirsi

Non si legge mai un libro. Ci si legge attraverso i libri, sia per scoprirsi, sia per controllarsi”.

Questa citazione è presa da un’opera di Romain Rolland, L’Eclair de Spinoza e chiarisce perfettamente l’intento dell’autore, che l’ha posta come epigrafe al suo libro.

L’obiettivo principale in un libro non è leggerlo, ma leggersi attraverso di esso essendo sinceri con sé stessi e con la storia

I tre pazienti, in modi diversi, si mentono raccontando ad Alex e a sé stessi una realtà che non coincide con i loro sentimenti:

  • Yann vuole scacciare le sue paure dietro un atteggiamento arrogante che preclude qualsiasi dialogo soprattutto quello più importante per la sua famiglia;
  • Robert ha scoperto che la sua vita non è così perfetta come credeva, che il lavoro che gli dà soddisfazioni gli sta impedendo di vivere e che forse ha bisogno di qualcosa di molto diverso;
  • Anthony ha raggiunto la fama e il successo a cui milioni di calciatori in erba aspirano eppure si scopre un personaggio finto che deve chiamare il proprio biblioterapeuta di nascosto per paura di farsi scoprire dagli altri

Alex stesso durante il periodo di tempo in cui si svolge la storia imparerà ad essere sincero con sé stesso, a fare ciò che gli dice il cuore senza farsi sopraffare da ciò che ritiene socialmente giusto e questo gli consentirà di raggiungere ciò che sta davvero cercando

 

L’autore

Michael Uras le parole degli altri

MICHAËL URAS è nato nel 1977 da un padre sardo e ha molto a cuore le proprie origini.

Ha fatto studi umanistici, a Besançon e a Parigi, forse per questo ambienta la sua storia nella capitale francese, e oggi insegna materie letterarie alle superiori.

Da sempre appassionato di letteratura e d’arte ha esordito con il romanzo” Io e Proust”, finalista al Prix de l’Inaperçu 2013 e nel 2017 ha scritto il libro “Le parole degli altri”


le parole degli latri Michael uras biblioterapia

TITOLO:Le parole degli altri

AUTORE: Michaël Uras

Traduttore: Francesco Graziosi
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord

 

 

About Author

Mamma a tempo pieno, maestra per lavoro, esperta in laboratori artistici e appassionata di libri, musei, arte e fiori. Ogni giorno coloro le mie giornate narrando storie, giocando con il colore e aiutando chi ho vicino a narrarsi ad arte. Mi piace l'ispirazione che nasce per caso dal confronto con gli altri, da un'emozione o da un opera d'arte che risuona dentro di noi.

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